Agenzia Misna - “Alla popolazione di Gaza serve aiuto e serve subito”: a margine del Forum economico internazionale di Davos, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha rinnovato gli appelli alla comunità internazionale e ai governi dei paesi ricchi per aiutare la popolazione della Striscia pesantemente segnata dai 22 giorni di bombardamenti dell’operazione israeliana ‘Piombo fuso’. “La gente di Gaza – ha detto Ban Ki-moon – ha grandemente sofferto durante le tre settimane di operazioni militari; più di un terzo delle 6600 persone uccise o ferite sono bambini e donne e come padre sono stato particolarmente colpito dalla sofferenza e dai traumi subiti da così tante famiglie”. Chiedendo lo stanziamento urgente di una cifra pari a 500 milioni di euro, il massimo esponente dell’Onu ha fatto un rapido quadro della situazione: “La gente – ha sottolineato – ha perso familiari, case, beni e non dispone di mezzi di sussistenza; scuole, ospedali, fabbriche e negozi sono andati distrutti”. Ieri, in una relazione consegnata al Consiglio di sicurezza, era stato John Holmes, vice-segretario generale e coordinatore dell’Onu per gli aiuti umanitari, a mettere l’accento sulla gravità dei danni causati dai bombardamenti israeliani: “Mi aspettavo di trovare una situazione al limite – ha detto Holmes - ma sono rimasto scioccato alla vista della sofferenza umana e della distruzione che ho potuto constatare di persona”. Citando dati del ministero della Sanità palestinese, definiti attendibili, Holmes ha sottolineato che 1300 persone sono rimaste uccise, 5300 ferite, 21.000 abitazioni distrutte o rese inagibili. “Perfino prendendo in considerazione le preoccupazioni di Israele sulla sicurezza dei suoi cittadini – aveva concluso Holmes - è evidente la mancata protezione della popolazione palestinese e degli operatori umanitari da parte dell’esercito israeliano”.
29.1.09
Agenzia Misna - “Alla popolazione di Gaza serve aiuto e serve subito”: a margine del Forum economico internazionale di Davos, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha rinnovato gli appelli alla comunità internazionale e ai governi dei paesi ricchi per aiutare la popolazione della Striscia pesantemente segnata dai 22 giorni di bombardamenti dell’operazione israeliana ‘Piombo fuso’. “La gente di Gaza – ha detto Ban Ki-moon – ha grandemente sofferto durante le tre settimane di operazioni militari; più di un terzo delle 6600 persone uccise o ferite sono bambini e donne e come padre sono stato particolarmente colpito dalla sofferenza e dai traumi subiti da così tante famiglie”. Chiedendo lo stanziamento urgente di una cifra pari a 500 milioni di euro, il massimo esponente dell’Onu ha fatto un rapido quadro della situazione: “La gente – ha sottolineato – ha perso familiari, case, beni e non dispone di mezzi di sussistenza; scuole, ospedali, fabbriche e negozi sono andati distrutti”. Ieri, in una relazione consegnata al Consiglio di sicurezza, era stato John Holmes, vice-segretario generale e coordinatore dell’Onu per gli aiuti umanitari, a mettere l’accento sulla gravità dei danni causati dai bombardamenti israeliani: “Mi aspettavo di trovare una situazione al limite – ha detto Holmes - ma sono rimasto scioccato alla vista della sofferenza umana e della distruzione che ho potuto constatare di persona”. Citando dati del ministero della Sanità palestinese, definiti attendibili, Holmes ha sottolineato che 1300 persone sono rimaste uccise, 5300 ferite, 21.000 abitazioni distrutte o rese inagibili. “Perfino prendendo in considerazione le preoccupazioni di Israele sulla sicurezza dei suoi cittadini – aveva concluso Holmes - è evidente la mancata protezione della popolazione palestinese e degli operatori umanitari da parte dell’esercito israeliano”.
Agenzia Misna - “Alla popolazione di Gaza serve aiuto e serve subito”: a margine del Forum economico internazionale di Davos, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha rinnovato gli appelli alla comunità internazionale e ai governi dei paesi ricchi per aiutare la popolazione della Striscia pesantemente segnata dai 22 giorni di bombardamenti dell’operazione israeliana ‘Piombo fuso’. “La gente di Gaza – ha detto Ban Ki-moon – ha grandemente sofferto durante le tre settimane di operazioni militari; più di un terzo delle 6600 persone uccise o ferite sono bambini e donne e come padre sono stato particolarmente colpito dalla sofferenza e dai traumi subiti da così tante famiglie”. Chiedendo lo stanziamento urgente di una cifra pari a 500 milioni di euro, il massimo esponente dell’Onu ha fatto un rapido quadro della situazione: “La gente – ha sottolineato – ha perso familiari, case, beni e non dispone di mezzi di sussistenza; scuole, ospedali, fabbriche e negozi sono andati distrutti”. Ieri, in una relazione consegnata al Consiglio di sicurezza, era stato John Holmes, vice-segretario generale e coordinatore dell’Onu per gli aiuti umanitari, a mettere l’accento sulla gravità dei danni causati dai bombardamenti israeliani: “Mi aspettavo di trovare una situazione al limite – ha detto Holmes - ma sono rimasto scioccato alla vista della sofferenza umana e della distruzione che ho potuto constatare di persona”. Citando dati del ministero della Sanità palestinese, definiti attendibili, Holmes ha sottolineato che 1300 persone sono rimaste uccise, 5300 ferite, 21.000 abitazioni distrutte o rese inagibili. “Perfino prendendo in considerazione le preoccupazioni di Israele sulla sicurezza dei suoi cittadini – aveva concluso Holmes - è evidente la mancata protezione della popolazione palestinese e degli operatori umanitari da parte dell’esercito israeliano”.
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In questa puntata:
Finite le elezioni presidenziali francesi l'attenzione dell'Europa ritorna sul disastro della Grecia. Ormai l'uscita del paese dall'euro è quasi una certezza e la data prevista è vicina, tra un mese, subito dopo le elezioni che si terranno a giugno.
Il commento di Mimosa Martini.
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Finite le elezioni presidenziali francesi l'attenzione dell'Europa ritorna sul disastro della Grecia. Ormai l'uscita del paese dall'euro è quasi una certezza e la data prevista è vicina, tra un mese, subito dopo le elezioni che si terranno a giugno.
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Ristampa di un’edizione del 1926, con riproduzioni di xilografie dei Fioretti del secolo XVII che si trova in un convento di clarisse situato sui monti della Toscana

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