29.1.09
Pontifex.Roma - “La vera crisi è spirituale” Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), ha rilasciato la seguente dichiarazione, in merito alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente: “La vera recessione a cui fa riferimento il cardinale Angelo Bagnasco nella sua puntuale e illuminante prolusione è spirituale. Lo smarrimento di Dio è lo smarrimento dell’uomo, pertanto, è indispensabile oggi riproporre la ‘questione di Dio’ e la contemporaneità del Vangelo alle nuove generazioni. Al narcisismo impazzito dell’io, idolatra di se stesso e delle proprie voglie scambiate per diritti, il Presidente della CEI propone la riscoperta della compassione del ‘tu’, di autentiche relazioni di prossimità che attestino l’attualità degli ideali cristiani e la loro attuabilità nella fraternità umana e nella promozione di una giustizia sociale veramente umana.

La marginalizzazione di Dio e la trascuratezza della parola di Dio, anche tra i cristiani, è la sfida primaria per gli uomini di fede del nostro tempo. La fede non è convenienza, ma obbedienza. Ecco perché occorre ritornare alla scuola della parola di Dio, fonte di coerenza evangelica, morale e culturale dei cristiani di ogni tempo.

Il cardinale Bagnasco ricorda, inoltre, che la coerenza evangelica viene spesso scambiata con intolleranza culturale. I cristiani non sono certo contrari al progresso scientifico, che implica nuove sollecitazioni allo statuto etico dell’uomo, ma non possono accettare lo stravolgimento della legge naturale. La laicità cristiana esalta la natura dell’uomo, non la svilisce ma la pone nella giusta evidenza, desiderosa di regalare agli uomini una vera vita.

Nel richiamo alla povertà, ritorna attuale l’invito del cardinale Bagnasco a riscoprire le ricchezze morali, le virtù spirituali, le energie di rinnovamento, le forze propositive che animano la vita economica del Paese. I Movimenti e le Associazioni cristiane sono portatori di pedagogie educative imprescindibili per il nostro Paese.

Un ultimo pensiero alla famiglia, che non può rappresentare un peso, bensì una ricchezza negata, una risorsa di futuro inespressa e sempre più incompiuta nella sua insostituibile soggettività. Se salveremo la famiglia dalla penosa condizione di minorità sociale nella quale è stata relegata, la famiglia salverà il Paese. Occorre ripartire dalla famiglia come risposta condivisa e risolutrice alla decantata crisi del nostro tempo, reimparando l’arte della sobrietà, della solidarietà, della responsabilità, del sacrificio di cui la famiglia ogni giorno è testimone. Potrà essere questa riscoperta dei valori dello Spirito la cifra profetica del Vangelo in questo nostro tempo”.

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