29.1.09
Asca - Citta' del Vaticano, 29 gen - ''Corriamo il rischio di cadere in un pessimismo antropologico che, alla luce dell'odierna situazione culturale, considera quasi impossibile sposarsi'': lo ha denunciato questa mattina papa Benedetto XVI, ricevendo in udienza i membri del Tribunale della Rota Romana. Per il pontefice, cio' che oggi ''in definitiva e' in gioco, e' la stessa verita' sul matrimonio e sulla sua intrinseca natura giuridica, presupposto imprescindibile per poter cogliere e valutare la capacita' richiesta per sposarsi''. ''Non si possono confondere con la vera incapacita' consensuale le reali difficolta' in cui versano molti, specialmente i giovani, giungendo a ritenere che l'unione matrimoniale sia normalmente impensabile e impraticabile'', ha ammonito il papa: ''Anzi, la riaffermazione della innata capacita' umana al matrimonio e' proprio il punto di partenza per aiutare le coppie a scoprire la realta' naturale del matrimonio e il rilievo che ha sul piano della salvezza''.

In questo senso, per Benedetto XVI ''la capacita' deve essere messa in relazione con cio' che e' essenzialmente il matrimonio'', cioe' ''l'intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie'', come si legge nella Gaudium et Spes e, ''in modo particolare, con gli obblighi essenziali ad essa inerenti, da assumersi da parte degli sposi''.

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