Misna - Rappresentanti di 90 paesi e istituzioni internazionali partecipano oggi alla Conferenza sull’Afghanistan convocata all’Aja per iniziativa degli Stati Uniti; l'inedita presenza dell’Iran - con il viceministro degli Esteri Mahdi Akhoundzadeh - fa sperare che la soluzione della crisi afgana possa ora venire, come auspicato in più sedi internazionali, dal coinvolgimento di tutti i paesi dell'area. Invitato da Hillary Clinton, Segretario di stato americano, l’Iran accettando, ha ottenuto reazioni positive anche dalla Nato. In vista dei colloqui si sono già incontrati l’ambasciatore iraniano e il responsabile degli affari politici dell’Alleanza atlantica, rompendo un gelo diplomatico che durava dal 1979. La conferenza sarà presieduta congiuntamente da Clinton, dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e dal presidente afgano Hamid Karzai. Venerdì il presidente statunitense Barack Obama ha ribadito l'impegno contro le basi terroristiche in territorio sia afgano sia pakistano; annunciando l’invio di 21.000 truppe in rinforzo al contingente americano in Afghanistan (per un totale di quasi 60.000 soldati americani), Obama ha sottolineato che non si tratta di un “impegno a tempo indeterminato” e che il successo dipende da un forte impegno diplomatico e politico e dallo sviluppo socioeconomico sia in Afghanistan che in Pakistan; il capo di stato ha però escluso un invio di truppe in territorio pakistano. Obama ha proposto la creazione di un gruppo di contatto per l’Afghanistan, di cui facciano parte i paesi della Nato e quelli del Golfo Persico, con Cina, India, Russia e anche Iran. Nei giorni scorsi la crisi afgana è stata oggetto di una riunione convocata a Mosca dell’Organizzazione di Shangai per la cooperazione (che riunisce Russia, Cina e repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale) in cui è stato chiesto un approccio regionale e multilaterale alla ricerca di una soluzione.
31.3.09
Misna - Rappresentanti di 90 paesi e istituzioni internazionali partecipano oggi alla Conferenza sull’Afghanistan convocata all’Aja per iniziativa degli Stati Uniti; l'inedita presenza dell’Iran - con il viceministro degli Esteri Mahdi Akhoundzadeh - fa sperare che la soluzione della crisi afgana possa ora venire, come auspicato in più sedi internazionali, dal coinvolgimento di tutti i paesi dell'area. Invitato da Hillary Clinton, Segretario di stato americano, l’Iran accettando, ha ottenuto reazioni positive anche dalla Nato. In vista dei colloqui si sono già incontrati l’ambasciatore iraniano e il responsabile degli affari politici dell’Alleanza atlantica, rompendo un gelo diplomatico che durava dal 1979. La conferenza sarà presieduta congiuntamente da Clinton, dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e dal presidente afgano Hamid Karzai. Venerdì il presidente statunitense Barack Obama ha ribadito l'impegno contro le basi terroristiche in territorio sia afgano sia pakistano; annunciando l’invio di 21.000 truppe in rinforzo al contingente americano in Afghanistan (per un totale di quasi 60.000 soldati americani), Obama ha sottolineato che non si tratta di un “impegno a tempo indeterminato” e che il successo dipende da un forte impegno diplomatico e politico e dallo sviluppo socioeconomico sia in Afghanistan che in Pakistan; il capo di stato ha però escluso un invio di truppe in territorio pakistano. Obama ha proposto la creazione di un gruppo di contatto per l’Afghanistan, di cui facciano parte i paesi della Nato e quelli del Golfo Persico, con Cina, India, Russia e anche Iran. Nei giorni scorsi la crisi afgana è stata oggetto di una riunione convocata a Mosca dell’Organizzazione di Shangai per la cooperazione (che riunisce Russia, Cina e repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale) in cui è stato chiesto un approccio regionale e multilaterale alla ricerca di una soluzione.
Misna - Rappresentanti di 90 paesi e istituzioni internazionali partecipano oggi alla Conferenza sull’Afghanistan convocata all’Aja per iniziativa degli Stati Uniti; l'inedita presenza dell’Iran - con il viceministro degli Esteri Mahdi Akhoundzadeh - fa sperare che la soluzione della crisi afgana possa ora venire, come auspicato in più sedi internazionali, dal coinvolgimento di tutti i paesi dell'area. Invitato da Hillary Clinton, Segretario di stato americano, l’Iran accettando, ha ottenuto reazioni positive anche dalla Nato. In vista dei colloqui si sono già incontrati l’ambasciatore iraniano e il responsabile degli affari politici dell’Alleanza atlantica, rompendo un gelo diplomatico che durava dal 1979. La conferenza sarà presieduta congiuntamente da Clinton, dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e dal presidente afgano Hamid Karzai. Venerdì il presidente statunitense Barack Obama ha ribadito l'impegno contro le basi terroristiche in territorio sia afgano sia pakistano; annunciando l’invio di 21.000 truppe in rinforzo al contingente americano in Afghanistan (per un totale di quasi 60.000 soldati americani), Obama ha sottolineato che non si tratta di un “impegno a tempo indeterminato” e che il successo dipende da un forte impegno diplomatico e politico e dallo sviluppo socioeconomico sia in Afghanistan che in Pakistan; il capo di stato ha però escluso un invio di truppe in territorio pakistano. Obama ha proposto la creazione di un gruppo di contatto per l’Afghanistan, di cui facciano parte i paesi della Nato e quelli del Golfo Persico, con Cina, India, Russia e anche Iran. Nei giorni scorsi la crisi afgana è stata oggetto di una riunione convocata a Mosca dell’Organizzazione di Shangai per la cooperazione (che riunisce Russia, Cina e repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale) in cui è stato chiesto un approccio regionale e multilaterale alla ricerca di una soluzione.
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