Radio Vaticana - In Sudan ogni giorno 75 bambini muoiono di fame o di malattia nella martoriata regione del Darfur, dove si protrae da sei anni un conflitto che ha provocato almeno 200 mila morti. La situazione resta drammatica: i profughi sono oltre 2 milioni e 800 mila. L’aspettativa di vita è di 35 anni. Sul terreno, poi, si registrano ritardi nel dispiegamento della missione congiunta dell’Onu e dell’Unione Africana avviata nel 2007: sono solo 13 mila, degli oltre 26 mila previsti, i soldati già arrivati nella regione. Nel rapporto curato dall’associazione “Italians for Darfur” si sottolinea, in particolare, che non sono stati messi a disposizione delle truppe i mezzi militari richiesti: mancano soprattutto elicotteri, la cui fornitura è stata ripetutamente e inutilmente sollecitata dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. In Darfur non è stata ancora garantita nella regione un’adeguata cornice di sicurezza. La situazione è preoccupante anche nel Sud Sudan, dove nell’ultima settimana ci sarebbero stati, secondo fonti locali, almeno 50 morti in seguito a scontri armati avvenuti nella città di Malakal. I combattimenti – ricorda l’Osservatore Romano – vedono contrapposti gli ex ribelli dell’Esercito di liberazione del popolo e sostenitori di Gabriel Tang, generale dell’esercito sudanese. (A.L.)
1.3.09
Radio Vaticana - In Sudan ogni giorno 75 bambini muoiono di fame o di malattia nella martoriata regione del Darfur, dove si protrae da sei anni un conflitto che ha provocato almeno 200 mila morti. La situazione resta drammatica: i profughi sono oltre 2 milioni e 800 mila. L’aspettativa di vita è di 35 anni. Sul terreno, poi, si registrano ritardi nel dispiegamento della missione congiunta dell’Onu e dell’Unione Africana avviata nel 2007: sono solo 13 mila, degli oltre 26 mila previsti, i soldati già arrivati nella regione. Nel rapporto curato dall’associazione “Italians for Darfur” si sottolinea, in particolare, che non sono stati messi a disposizione delle truppe i mezzi militari richiesti: mancano soprattutto elicotteri, la cui fornitura è stata ripetutamente e inutilmente sollecitata dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. In Darfur non è stata ancora garantita nella regione un’adeguata cornice di sicurezza. La situazione è preoccupante anche nel Sud Sudan, dove nell’ultima settimana ci sarebbero stati, secondo fonti locali, almeno 50 morti in seguito a scontri armati avvenuti nella città di Malakal. I combattimenti – ricorda l’Osservatore Romano – vedono contrapposti gli ex ribelli dell’Esercito di liberazione del popolo e sostenitori di Gabriel Tang, generale dell’esercito sudanese. (A.L.)
Radio Vaticana - In Sudan ogni giorno 75 bambini muoiono di fame o di malattia nella martoriata regione del Darfur, dove si protrae da sei anni un conflitto che ha provocato almeno 200 mila morti. La situazione resta drammatica: i profughi sono oltre 2 milioni e 800 mila. L’aspettativa di vita è di 35 anni. Sul terreno, poi, si registrano ritardi nel dispiegamento della missione congiunta dell’Onu e dell’Unione Africana avviata nel 2007: sono solo 13 mila, degli oltre 26 mila previsti, i soldati già arrivati nella regione. Nel rapporto curato dall’associazione “Italians for Darfur” si sottolinea, in particolare, che non sono stati messi a disposizione delle truppe i mezzi militari richiesti: mancano soprattutto elicotteri, la cui fornitura è stata ripetutamente e inutilmente sollecitata dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. In Darfur non è stata ancora garantita nella regione un’adeguata cornice di sicurezza. La situazione è preoccupante anche nel Sud Sudan, dove nell’ultima settimana ci sarebbero stati, secondo fonti locali, almeno 50 morti in seguito a scontri armati avvenuti nella città di Malakal. I combattimenti – ricorda l’Osservatore Romano – vedono contrapposti gli ex ribelli dell’Esercito di liberazione del popolo e sostenitori di Gabriel Tang, generale dell’esercito sudanese. (A.L.)
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In questa puntata:
Finite le elezioni presidenziali francesi l'attenzione dell'Europa ritorna sul disastro della Grecia. Ormai l'uscita del paese dall'euro è quasi una certezza e la data prevista è vicina, tra un mese, subito dopo le elezioni che si terranno a giugno.
Il commento di Mimosa Martini.
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Ristampa di un’edizione del 1926, con riproduzioni di xilografie dei Fioretti del secolo XVII che si trova in un convento di clarisse situato sui monti della Toscana

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È presente 1 commento
Io seduto in ufficio...non esisto più. Non mi resta che pregare di fronte a tragedie simili e sperare un mondo migliore per chi non ha avuto neanche la possibilità di sopravvivere. Grazie per la pubblicazione di questa foto, perchè mi avete fatto percepire la pesantezza reale della mia coscienza. GRazie.
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