L’impossibilità di registrare all’anagrafe i figli degli immigranti irregolarmente presenti sul nostro territorio significa che questi bambini saranno condannati all’invisibilità. L’alternativa per loro è essere dichiarati figli di nessuno e quindi adottabili, pur avendo dei genitori.
Misna - Un appello a governo e regioni ad adottare disposizioni attuative tali da eliminare il rischio che i bambini nati da coppie di immigrati irregolari non siano registrati all’anagrafe: lo ha lanciato l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) invitando ad aderire entro il 3 Agosto chiunque voglia esprimere contrarietà su una norma prevista dal ‘pacchetto sicurezza’ approvato di recente in parlamento che potrebbe essere interpretata in maniera restrittiva dai funzionari pubblici come da più parti denunciato. Ricordando una serie di obblighi, anche sulla base di convenzioni internazionali firmate dall’Italia, sottolineando quanto previsto dalla Costituzione che richiama a proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù, rilevando infine i timori che tali norme possono suscitare nei genitori restii così a rivolgersi alle istituzioni, l’Asgi ritiene fondamentale “che si adottino tutte le misure necessarie a favorire il più possibile l’effettuazione della dichiarazione di nascita e del riconoscimento del figlio naturale presso le direzioni sanitarie”. Secondo l’Asgi, dunque, il governo dovrebbe adottare disposizioni attuative della legge dalle quali risulti chiaro ed evidente che non può essere richiesta ai cittadini stranieri l’esibizione del permesso di soggiorno ai fini della dichiarazione di nascita e del riconoscimento del figlio. Posizione condivisa da Terre des Hommes Italia – organizzazione non governativa attiva nella protezione dell’infanzia – che in una nota ha sottolineato i rischi connessi alle nuove norme del governo italiano. “A pochi giorni dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza – ha detto Raffaele Salinari, presidente dell’organizzazione che ha aderito all’appello dell’Asgi – questo clima di incertezza può avere delle conseguenze molto gravi. Da una parte infatti la paura può spingere le madri a non partorire in strutture pubbliche, come già è successo, pregiudicando la salute loro e del bambino e lasciandoli alla mercé delle reti criminali di traffico di minori. Dall’altra si può arrivare al paradosso che i genitori migranti irregolari possano arrivare a decidere di abbandonare il bambino, in quanto questa diventa l’unica chance per fargli acquisire la cittadinanza italiana e godere dei diritti che a loro vengono negati”.
Misna - Un appello a governo e regioni ad adottare disposizioni attuative tali da eliminare il rischio che i bambini nati da coppie di immigrati irregolari non siano registrati all’anagrafe: lo ha lanciato l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) invitando ad aderire entro il 3 Agosto chiunque voglia esprimere contrarietà su una norma prevista dal ‘pacchetto sicurezza’ approvato di recente in parlamento che potrebbe essere interpretata in maniera restrittiva dai funzionari pubblici come da più parti denunciato. Ricordando una serie di obblighi, anche sulla base di convenzioni internazionali firmate dall’Italia, sottolineando quanto previsto dalla Costituzione che richiama a proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù, rilevando infine i timori che tali norme possono suscitare nei genitori restii così a rivolgersi alle istituzioni, l’Asgi ritiene fondamentale “che si adottino tutte le misure necessarie a favorire il più possibile l’effettuazione della dichiarazione di nascita e del riconoscimento del figlio naturale presso le direzioni sanitarie”. Secondo l’Asgi, dunque, il governo dovrebbe adottare disposizioni attuative della legge dalle quali risulti chiaro ed evidente che non può essere richiesta ai cittadini stranieri l’esibizione del permesso di soggiorno ai fini della dichiarazione di nascita e del riconoscimento del figlio. Posizione condivisa da Terre des Hommes Italia – organizzazione non governativa attiva nella protezione dell’infanzia – che in una nota ha sottolineato i rischi connessi alle nuove norme del governo italiano. “A pochi giorni dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza – ha detto Raffaele Salinari, presidente dell’organizzazione che ha aderito all’appello dell’Asgi – questo clima di incertezza può avere delle conseguenze molto gravi. Da una parte infatti la paura può spingere le madri a non partorire in strutture pubbliche, come già è successo, pregiudicando la salute loro e del bambino e lasciandoli alla mercé delle reti criminali di traffico di minori. Dall’altra si può arrivare al paradosso che i genitori migranti irregolari possano arrivare a decidere di abbandonare il bambino, in quanto questa diventa l’unica chance per fargli acquisire la cittadinanza italiana e godere dei diritti che a loro vengono negati”.


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