29.11.09
del nostro collaboratore Carlo Mafera

Certo, abitare a Roma è veramente un privilegio. Ma abitare a quattro chilometri dal teatro Sette è una vera fortuna perché si può assistere a degli spettacoli godibilissimi e usufruibili da tutti, grandi e piccini. Ogni sera per un mese, da metà novembre a metà dicembre, in via Benevento si sono alternati e si alterneranno artisti ad alto effetto comico capaci di far passare un paio d’ore di puro divertimento. In poche parole è una Jam Session teatrale composta da pezzi comici, monologhi, interventi musicali e, quel che è più importante, il ricavato della serata è devoluto a favore di una Onlus operante in Mozambico. La sera in cui ho avuto il piacere di assistere a Passpartù, già alla sua seconda edizione, si sono presentati sul palco un gruppo di “frequentatori di bar”. Si, gli spettatori entravano in sala potendo osservare gli attori che parlottavano tra di loro come se stessero in un locale pubblico, in attesa di esibirsi! Il primo monologo s’intitolava “Musica da camera”, una sorta di decalogo sul bon ton, ben presentato da Federica Serrao. Il secondo consisteva in un racconto fantasioso che utilizzava tutti i toponimi di Roma e l’effetto comico era veramente travolgente. Il terzo monologo dal titolo “Contraccettati” era tutto un programma e faceva riferimento ai diversi tipi di contraccezione mettendo in evidenza la difficoltà di quella femminile rispetto a quella maschile. Poi un monologo del regista, Sergio Zecca, che metteva in evidenza, con effetti comici esilaranti, la timidezza di un attore che si doveva presentare ad un provino. Subito dopo “Sciacalli a Paganica”, breve situation comedy sull’avventura di due ladri dopo il terremoto in Abruzzo incuranti della possibilità di nuove scosse, splendidamente interpretata dallo stesso Sergio Zecca e da Massimiliano Bruno, autore del testo. Poi un monologo simpaticissimo intitolato “La spesa”. Il comico si è esibito interpretando il classico marito alle prese con la spesa commissionata dalla moglie dalla quale evidenziava la mitica e “fantozziana” sudditanza psicologica. Ha strappato risate incontenibili. Dulcis in fundo, “la telefonata” dove Sergio Zecca, Max Bruno e Federica Serrao hanno messo in evidenza la difficoltà di poter dialogare con gli interlocutori quando le segreterie telefoniche pre-registrate fanno da filtro al povero utente. Federica, vera funambola delle corde vocali, si è esibita in uno show, spaziando da un tipo di segreteria all’altra strappando applausi a scena aperta. Si esce dal teatro Sette con le lacrime agli occhi per le troppe risate e le immagini di Passpartù ti accompagneranno per tutta la settimana a farti compagnia negli inevitabili momenti tristi. Mi dispiace per tutti coloro che non riusciranno a vederlo.

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