31.1.10
Non volano più, da mercoledì scorso, i C-130 americani che portavano i feriti più gravi via da Haiti verso gli Stati Uniti, almeno finché non sarà chiarita la questione di chi dovrà sostenere le spese per le cure.

Radio Vaticana - Lo riferisce il New York Times citando fonti militare americane. Secondo il quotidiano, il governatore della Florida, Stato dirimpettaio di Haiti, sarebbe disposto ad accogliere i casi più gravi a patto che il governo federale partecipi finanziariamente. “Questo non significa, però, che gli haitiani non stiano ricevendo cure – fa sapere la Marina militare degli Stati Uniti – l’assistenza ai malati prosegue nelle strutture mediche sul posto”. E intanto sull’isola è emergenza sanitaria per il diffondersi di casi di dissenteria e tetano. La rete della Caritas prosegue a distribuire aiuti che hanno già raggiunto 50mila persone e conta di raggiungerne 200mila nei prossimi due mesi. E un incendio oggi ha distrutto il Mercato di Ferro di Port-au-Prince, già danneggiato dal sisma, uno dei simboli della vita nella Capitale prima del terremoto. Fonti delle Nazioni Unite riferiscono, poi, l’intenzione dei deputati di Haiti di chiedere al presidente Preval di posticipare di due anni le elezioni, previste tra il 28 febbraio e il 6 marzo prossimi. (A cura di Roberta Barbi) - ascolta.


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