30.1.10
"Il 13 dicembre 2009 abbiamo ottenuto una vittoria storica: il nostro Movimento è stato capace di interpretare gli aneliti di cambiamento di un milione e mezzo di cittadini, in piena crisi di rappresentanza"

PeaceReporter - Marco Enriquez Ominami, 36 anni, è l'astro nascente della politica cilena. Figlio del leader del Movimento di Sinistra Rivoluzionaria, Miguel Enriquez, ucciso durante la dittatura, venne adottato Carlos Ominami, ora senatore del Partito Socialista del Cile. Militante fin da ragazzino tra le fila dei socialisti, ha deciso di dare un taglio alla politica sclerotica della Concertación, per correre da indipendente alle presidenziali, con l'idea di riformare la politica e il paese. Il risultato: ha ottenuto il 20 percento dei consensi e il suo elettorato si è dimostrato fatale per il futuro del Cile, che adesso è in mano alla destra di Piñera, che ha rifilato una sonora sconfitta alla vecchia coalizione. Lo abbiamo contattato e ci ha spiegato la sua idea di politica e di partito per un altro Cile, davvero democratico e alla portata di tutti.

Di Marco Enriquez Ominami - Il 13 dicembre 2009 abbiamo ottenuto una vittoria storica: il nostro Movimento è stato capace di interpretare gli aneliti di cambiamento di un milione e mezzo di cittadini, in piena crisi di rappresentanza. Il nostro Decalogo per il futuro è stato capace di rilevare nuove tematiche e di improntare con chiarezza il progetto di un nuovo paese in vista del Bicentenario. Siamo coscienti che ci è mancato il tempo per approfondire e diffondere in tutto il paese aspetti tanto centrali come quello dell'elezione di intendenti, del cambiamento del sistema politico, della rivoluzione in campo educativo e della salute, e quello della riforma tributaria, fra gli altri. Comunque, abbiamo smosso la coscienza dei cileni e abbiamo ottenuto un 20 percento di voti, con un elettorato invecchiato e incompleto.

La nostra voce la utilizziamo per denunciare le pessime e viziate pratiche politiche, delle quali molti di noi sono stati vittime. I partiti politici si sono trasformati in reparti opachi non deliberanti, e i suoi presidenti in capireparto convinti che di aver ricevuto l'incarico per grazia divina. I comitati centrali dei partiti e le giunte nazionale inglobano funzionari di governo, concessi per grazie dei presidenti di partito, in cambio della loro conversione in operatori. La Concertación, che ha conquistato la democrazia per i cileni non l'ha poi messa in pratica nei suoi partiti: un autoritarismo volgare e prepotente ha finito per annoiare i cittadini.
Un piccolo settore burocratico è andato appropriandosi dell'egemonia dei governi della Concertación. Quando noi 'discoli' abbiano voluto instaurare la libertà di dibattito nei nostri partiti di origine, è stato impossibile proprio per questo. L'intransigenza dei partiti ha impedito ogni discussione e isolato coloro che erano in disaccordo.

Alcuni funzionari, spinti dai partiti, si sono trasformati nei signori dei rispettivi dipartimenti, disprezzando, molto spesso, i cittadini più umili che magari si rivolgevano a loro per risolvere le loro più urgenti necessità di alimentazione, educazione, salute. Sebbene la maggioranza degli impiegati pubblici siano onesti e onorabili, ci sono stati casi di corruzione che offendono profondamente il desiderio dei cittadini di avere un Cile più giusto e meno discriminante.

L'anima della nostra epopea è consistita nel costruire sogni per la cittadinanza, le nostre utopie concrete, i nostri migliori impegni per costruire un Cile garante delle libertà, senza segregazioni e dove siamo noi cittadini - e non una élite - i fautori della nostra storia. Un Cile per tutti e non una riserva di caccia per i monopoli. Un Cile per tutti e non per gli speculatori di Borsa. Un Cile per tutti e non il giochino di potenti caste. Un Cile per tutti e non con cariche parlamentari a vita. Un Cile per tutti, dove la qualità dell'educazione e della salute sia uguale per i poveri e per figli di parlamentari e ministri.

Una persona mi disse una frase che mi impressionò molto: il nostro errore è stato non essere passati al ballottaggio. Questo è vero per due aspetti: primo, sono sicure che al ballottaggio noi avremmo vinto contro l'alternativa conservatrice. Secondo, il non aver passato il primo turno, anche se è spiacevole, ci permetterà di realizzare uno sforzo totale, che ci condurrà alla vittoria finale. Come disse José de San Martín, "una sconfitta combattuta conta di più di una vittoria casuale".

Siamo coscienti che, così come è successo durante l'epopea che abbiamo iniziato agli inizi del 2009 e che ha dato i suoi frutti, con il 20 percento dei voti il 13 dicembre, così dobbiamo continuare a scontrarsi con gli oracoli del pessimismo. Ci hanno ignorato, ci hanno detto che non esistevano, poi ci hanno accusati di non garantire la governabilità al paese perché non avevamo un partito politico, di essere carenti di ministri capaci, di avere collaboratori che erano dei "perfetti signor nessuno". Poi fra il 13 dicembre e il 17 gennaio è capitata una sorta di "moltiplicazione del pane e dei pesci". Un vero miracolo: i nostri candidati sono diventati i migliori del Cile, tanto che se li litigavano da entrambe le parti. E il nostro programma è diventato improvvisamente un vero progetto-paese, tanto che hanno cominciato a prendere le idee del nostro Decalogo per il futuro, per farle proprie.

Ma dato che noi concepiamo la politica come un ramo dell'etica e non solo come una tecnica di potere, non ci interessano le transazioni e non crediamo in una politica dove si vendono e si comprano le cariche. Noi ci rifiutiamo totalmente di negoziare il nostro appoggio a qualsiasi candidatura. E per questa indipendenza abbiamo pagato un presto molto alto, ma lo facciamo nostro fino all'ultima delle conseguenze.
È normale che molto politici del nostro paese credano che tutto abbia un prezzo e che in politica, come in Borsa, l'astuzia si limita a comprare a poco e a vendere a caro prezzo, è come dire che agiscono sempre con una logica di interessi patrimoniali.

Iniziamo una nuova tappa, sicuramente molto più difficile della prima - di nuovo riceveremo ingiurie, profezie pessimiste, scoramenti, ma supereremo ogni ostacolo, perché abbiamo già iniziato il cammino e mai penseremo di tornare sui nostri passi, non guarderemo né torneremo al passato. Non ascolteremo i canti delle sirene, che ci diranno che un partito senza parlamentari non può funzionare, non non raccoglieremo le firme sufficienti, che non saremo capaci di mantenerci nel tempo e con successo, che non potremo mai sconfiggere la logica destra-sinistra, conservatorismo-liberalismo, che l'inerzia che porta con sé la burocratizzazione dei partiti, colpirà anche il nostro. Niente ci tratterrà dal formare uno strumento di lotta che aggreghi al meglio le cilene e i cileni liberi e validi.

Li convoco per iniziare la formazione di un Partito, i cui unici proprietari saranno i cittadini. Se, in qualche momento, questa organizzazione si separerà dalla società civile, si scioglierà immediatamente. Il potere totale appartiene ai cittadini. Le cariche direttive dureranno al massimo due anni. Nessun dirigente potrà mantenersi in carica perché tutte le cariche saranno revocabili in base a referendum chiesti dai militanti. Ogni cittadino può aspirare a cariche direttive in questo Partito. Tutte le cariche di rappresentanza popolare verranno fuori dalle primarie, dove potrà votare qualsiasi cileno con più di sedici anni. Le cariche parlamentari non implicano nessun privilegio nel partito. Prima di accettare qualsiasi incarico elettorale si dovranno dichiarare beni e patrimonio. Le cariche pubbliche non possono essere fonte di arricchimento personale, quindi il partito veglierà sull'equità, basta sull'etica. In questo partito si metterà in pratica l'etica della responsabilità: i dirigenti, i parlamentari, i funzionari di governo, i militanti dovranno sempre render conto delle loro azioni davanti ai cittadini.

Invito tutti i cileni a partire da oggi a formare in ogni regione, comune e quartiere, in lungo e in largo per il Cile, gruppi di azione cittadina per partecipare all'elaborazione del nostro programma, statuti, raccolte di firme. La nostra regola sarà sempre la trasparenza e la democratizzazione senza soluzione di continuità. Con tutta la forza della storia, il ricordo dei rivoluzionari che hanno costruito il cammino del progresso e coscienti che il domani si decide adesso, cominciamo da subito.

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