I nostri sensi percepiscono solo una parte infinitamente piccola dell'immenso universo, qualcosa di analogo avviene per l'universo della santità.
Fraticappuccini.it - Capita di tanto in tanto, ai meno distratti, di imbattersi in un nome sconosciuto, in un volto ugualmente sconosciuto, che tuttavia appare legato in modo fecondo alla storia di un popolo, di una regione, di un movimento di cui magari -lo si scopre man mano- ha accelerato il corso. Uno di questi volti, sconosciuto ai pili, e quello di Angelina dei conti di Marsciano. Frequentemente confusa con la sua illustre omonima, anteriore a lei di cento anni, Angela da Foligno, mistica e maestra spirituale, ha riposato come lei dalla sua morte nella stessa chiesa francescana, S. Francesco in Foligno. In realtà Angela e Angelina sono due differenti fiori, ciascuno con la sua vaghezza, di un variegato giardino, la famiglia di Francesco d' Assisi. Ultima di cinque figli, Angelina nasce intorno al 1357 nel castello di Montegiove a 20 Km da Orvieto. La sua esistenza è ben presto segnata dalla sofferenza: durante la sua infanzia in pochi anni muoiono il padre, conte Giacomo, il fratello maggiore Notto, la nonna paterna, Fiandina del casato dei Corbara, la mamma Alessandra, nobile senese. La sua famiglia poi fu coinvolta nelle lotte tra Orvieto e Perugia e successivamente nelle lotte interne che contrassegnarono le vicende dei Marsciano, infine, per mancanza di eredi diretti, si estinse sul finire del secolo XIV.
Queste vicende non ne fiaccarono la fede e la vitalità, anzi ne dilatarono il cuore e la introdussero nella contemplazione di Gesù Crocifisso, suo amore, e maturarono in lei la vocazione alla vita penitenziale vissuta in comunità aperte al mondo.
"Si ricordino di aver abbracciato Gesù benedetto povero e nudo in croce” si scriverà nelle più antiche Costituzioni della Congregazione da lei fondata, eco del suo insegnamento Tale invito, come perla preziosa del tesoro di famiglia, sarà custodita con cura e puntualmente riproposta nei vari testi legislativi che hanno scandito nei secoli la vita spirituale della sua famiglia religiosa.
Gesti che per lei lo sposo che sulla croce ha rivelato pienamente i lineamenti del suo volto: quelli di un amore senza limiti, forte come la morte, mite e universale, rivolto a tutti, a cominciare da quelli che lo inchiodavano alla croce. Questa verità" accolta e creduta con gioia, andava per Angelina testimoniata e annunciata con la presenza e il servizio affinché nessuno si sentisse escluso dall'amore di Dio manifestato in Gesti. E' la via nuova che si dischiude alla donna del. XV secolo .
E' stato detto che oggi il nuovo nome dell'eremo è " una distanza partecipe", Angelina ha vissuto cosi il suo eremo, coniugando l'amore alla solitudine per l'intimità con lo sposo con l'apertura al mondo, condividendo l' esperienza con altre donne del suo tempo, fino a costituire una Congregazione religiosa riconosciuta dai papi.
Ha anticipato così forme di vita consacrata proprie dell' età contemporanea .
La sua esperienza, pur se fortemente condivisa dal mondo femminile del tempo, era troppo nuova e non poteva non suscitare reazioni negli stessi "padri spirituali" che all'inizio I'avevano accompagnata, i Minori Osservanti.
Gli ultimi anni della sua lunga esistenza ( morì quasi ottantenne il 14 luglio 1435, giorno in cui tuttora si celebra la sua memoria liturgica) furono segnati da sofferenze, cosi come lo fu la storia delle sue sorelle.
L'adesione alla storia esige talora pazienza e disponibilità a mettersi in gioco, a tempo debito Dio apre una strada. E' stata l' esperienza delle sue sorelle che il 27 giugno prossimo accoglieranno nel loro primo monastero a Foligno il corpo santo incorrotto per lasciarsi scaldare dalla sua presenza e promuoverne il culto.
Queste vicende non ne fiaccarono la fede e la vitalità, anzi ne dilatarono il cuore e la introdussero nella contemplazione di Gesù Crocifisso, suo amore, e maturarono in lei la vocazione alla vita penitenziale vissuta in comunità aperte al mondo.
"Si ricordino di aver abbracciato Gesù benedetto povero e nudo in croce” si scriverà nelle più antiche Costituzioni della Congregazione da lei fondata, eco del suo insegnamento Tale invito, come perla preziosa del tesoro di famiglia, sarà custodita con cura e puntualmente riproposta nei vari testi legislativi che hanno scandito nei secoli la vita spirituale della sua famiglia religiosa.
Gesti che per lei lo sposo che sulla croce ha rivelato pienamente i lineamenti del suo volto: quelli di un amore senza limiti, forte come la morte, mite e universale, rivolto a tutti, a cominciare da quelli che lo inchiodavano alla croce. Questa verità" accolta e creduta con gioia, andava per Angelina testimoniata e annunciata con la presenza e il servizio affinché nessuno si sentisse escluso dall'amore di Dio manifestato in Gesti. E' la via nuova che si dischiude alla donna del. XV secolo .
E' stato detto che oggi il nuovo nome dell'eremo è " una distanza partecipe", Angelina ha vissuto cosi il suo eremo, coniugando l'amore alla solitudine per l'intimità con lo sposo con l'apertura al mondo, condividendo l' esperienza con altre donne del suo tempo, fino a costituire una Congregazione religiosa riconosciuta dai papi.
Ha anticipato così forme di vita consacrata proprie dell' età contemporanea .
La sua esperienza, pur se fortemente condivisa dal mondo femminile del tempo, era troppo nuova e non poteva non suscitare reazioni negli stessi "padri spirituali" che all'inizio I'avevano accompagnata, i Minori Osservanti.
Gli ultimi anni della sua lunga esistenza ( morì quasi ottantenne il 14 luglio 1435, giorno in cui tuttora si celebra la sua memoria liturgica) furono segnati da sofferenze, cosi come lo fu la storia delle sue sorelle.
L'adesione alla storia esige talora pazienza e disponibilità a mettersi in gioco, a tempo debito Dio apre una strada. E' stata l' esperienza delle sue sorelle che il 27 giugno prossimo accoglieranno nel loro primo monastero a Foligno il corpo santo incorrotto per lasciarsi scaldare dalla sua presenza e promuoverne il culto.


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