Gli aquilani sgomberano "da soli" le macerie di piazza Palazzo. Circa seimila persone hanno partecipato alla "rivolta delle carriole" a L'Aquila, la protesta con cui i cittadini intendono portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica la questione delle macerie non ancora rimosse dal centro, a quasi undici mesi dal terremoto.
Ansa.it - Alcuni manifestanti hanno scaricato i detriti raccolti in zona rossa, a piazza Palazzo, davanti al Consiglio regionale d'Abruzzo, presidiato da Polizia e Carabinieri che bloccano l'accesso ai veicoli. Una catena umana è stata formata dai cittadini, compresi la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e il deputato Pd Giovanni Lolli, per passarsi nei secchi le macerie. Sono state anche raccolte 2.800 firme per chiedere l'istituzione della 'tassa di scopo''. I numeri, per Lolli, sono il "segnale di una manifestazione nata dal basso e organizzata spontaneamente dalla città e che non si può ricondurre ad alcune movimento politico". "E' stato emozionante far parte di questa catena e sentire l'abbraccio della città" ha commentato Anna Lunadei, professionista aquilana.
L'ingresso era inizialmente consentito, data la pericolosita' della zona rossa e in particolare di piazza Palazzo, a 45 persone a gruppi di 15. Poi sono riuscite ad entrare oltre 300 persone.
La manifestazione si è animata dopo che, al passaggio del corteo davanti a uno striscione che segnala i lavori in corso del "Consorzio Federico II" - del quale fa parte la società Btp coinvolta nell'inchiesta della Procura fiorentina sugli appalti per il G8 - i manifestanti hanno sollevato in alto le pale in segno di protesta. Gli aquilani hanno raggiunto le transenne davanti a Piazza Palazzo al grido di "vergogna vergogna" e "L'Aquila libera".
Tra i numerosi striscioni esposti in piazza Duomo spiccano "ridateci L'Aquila", "sgombriamo le macerie" e un provocatorio "sgombriamo i commissari e le macerie ricicliamole". Altri striscioni e volantini invitano a rivolgere attenzione anche ai numerosi borghi del cratere danneggiati dal sisma. "Il centro dell'Aquila è il nostro punto di partenza - spiega Giusi Pitari, tra i promotori della manifestazione -, ma nelle prossime domeniche andremo a far visita ai paesi distrutti della provincia, come Villa Sant'Angelo".
Al di là dell'intento di protestare contro i ritardi nei lavori di sgombero per restituire il centro storico alla città, oggi all'Aquila il clima è di festa: ci sono intere famiglie, promotori dei comitati cittadini, palloncini. A svegliare gli aquilani, questa mattina, un sms che recitava, in dialetto, "sveglia, rizzete e ve' a lavora' con noi pe' sgombra' L'Aquila dalle macerie".
"Vogliamo dire a Berlusconi - spiega il direttore dell'Accademia delle Belle Arti, Eugenio Carlomagno, presente tra i manifestanti - che così come è stato ben realizzato il Progetto Case, vogliamo uno sforzo ulteriore per il centro storico dell'Aquila.
Ansa.it - Alcuni manifestanti hanno scaricato i detriti raccolti in zona rossa, a piazza Palazzo, davanti al Consiglio regionale d'Abruzzo, presidiato da Polizia e Carabinieri che bloccano l'accesso ai veicoli. Una catena umana è stata formata dai cittadini, compresi la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e il deputato Pd Giovanni Lolli, per passarsi nei secchi le macerie. Sono state anche raccolte 2.800 firme per chiedere l'istituzione della 'tassa di scopo''. I numeri, per Lolli, sono il "segnale di una manifestazione nata dal basso e organizzata spontaneamente dalla città e che non si può ricondurre ad alcune movimento politico". "E' stato emozionante far parte di questa catena e sentire l'abbraccio della città" ha commentato Anna Lunadei, professionista aquilana.L'ingresso era inizialmente consentito, data la pericolosita' della zona rossa e in particolare di piazza Palazzo, a 45 persone a gruppi di 15. Poi sono riuscite ad entrare oltre 300 persone.
La manifestazione si è animata dopo che, al passaggio del corteo davanti a uno striscione che segnala i lavori in corso del "Consorzio Federico II" - del quale fa parte la società Btp coinvolta nell'inchiesta della Procura fiorentina sugli appalti per il G8 - i manifestanti hanno sollevato in alto le pale in segno di protesta. Gli aquilani hanno raggiunto le transenne davanti a Piazza Palazzo al grido di "vergogna vergogna" e "L'Aquila libera".
Tra i numerosi striscioni esposti in piazza Duomo spiccano "ridateci L'Aquila", "sgombriamo le macerie" e un provocatorio "sgombriamo i commissari e le macerie ricicliamole". Altri striscioni e volantini invitano a rivolgere attenzione anche ai numerosi borghi del cratere danneggiati dal sisma. "Il centro dell'Aquila è il nostro punto di partenza - spiega Giusi Pitari, tra i promotori della manifestazione -, ma nelle prossime domeniche andremo a far visita ai paesi distrutti della provincia, come Villa Sant'Angelo".
Al di là dell'intento di protestare contro i ritardi nei lavori di sgombero per restituire il centro storico alla città, oggi all'Aquila il clima è di festa: ci sono intere famiglie, promotori dei comitati cittadini, palloncini. A svegliare gli aquilani, questa mattina, un sms che recitava, in dialetto, "sveglia, rizzete e ve' a lavora' con noi pe' sgombra' L'Aquila dalle macerie".
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