10.4.10
Tra le vittime anche il presidente Kaczynski. Il cordoglio di Benedetto XVI.

RadioVaticana - L’aereo con a bordo il presidente polacco, Lech Kaczynski, è precipitato prima di atterrare all’aeroporto di Smolensk, nella Russia occidentale. Non ci sono superstiti: il bilancio è di 96 morti. Benedetto XVI ha inviato un messaggio di cordoglio indirizzato al presidente del Parlamento della Repubblica di Polonia, Bronislaw Komorowski. “E’ con profondo dolore – scrive il Papa - che ho appreso la notizia della tragica morte del presidente Kaczynski, della sua moglie e delle persone che lo accompagnavano in viaggio a Katyn”. Tra loro – aggiunge il Santo Padre – anche “Ryszard Kaczorowski, l’ex-presidente della Repubblica in esilio, il vescovo foraneo Tadeusz Ploski, l’arcivescovo ortodosso foraneo Miron Chodakowski e il pastore militare evangelico Adam Pilsch”. “Affido tutte le vittime di questo drammatico incidente - si legge nel messaggio - alla bontà di Dio misericordioso”. Nella sciagura, oltre al presidente Kaczynski, hanno perso la vita anche importanti esponenti della leadership polacca.

Tra le vittime anche il governatore della Banca centrale, il capo di Stato maggiore dell’esercito e il vice ministro degli Esteri. Kaczynski sarebbe dovuto atterrare all’aeroporto di Smolensk per recarsi poi a Katyń, dove esiste una delle più imponenti fosse comuni dell’intera Europa e teatro di un eccidio costato la vita a quasi 22 mila tra ufficiali e cittadini polacchi, uccisi dai soldati dell’Armata Rossa nel 1940. “I sovietici - ha detto l’ex presidente polacco e fondatore di Solidarnosc Lech Walesa - hanno eliminato 70 anni fa la classe politica polacca a Katyń. Oggi sempre a Katyń – ha aggiunto - è morta l’elite polacca”. Secondo le prime indagini, la sciagura è stata causata dal maltempo e dalla fitta nebbia. L’aereo ha toccato le cime degli alberi prima di schiantarsi al suolo. Fonti russe hanno reso noto che la torre di controllo aveva sconsigliato l’atterraggio per le proibitive condizioni del tempo. Ma il pilota avrebbe ignorato l’avvertimento. Con quello odierno, sale a 1175 il numero delle vittime provocate, negli ultimi 15 anni, da sciagure aeree con un Tupolev. Dopo questa disgrazia la Polonia sarà chiamata a scrivere un nuovo corso politico: il portavoce del governo ha annunciato che elezioni presidenziali anticipate si terranno in Polonia già prima dell'estate.

La Giornata del ricordo si è dunque trasformata in quella della tragedia. E’ quanto sottolinea il cardinale polacco Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, che ha accolto in Vaticano una delegazione di Solidarnosc: ascoltiamolo al microfono di Krzysztof Bronk:

“Oggi per i polacchi sarebbe dovuta essere una giornata di gioia in Vaticano. E’ arrivato un pellegrinaggio di Solidarnosc in occasione del 30.mo anniversario della Fondazione, cinque anni dopo la morte di Giovanni Paolo II. Solidarnosc voleva anche esprimere un riconoscimento ad un grande Papa polacco che ha aiutato la Polonia a risorgere dall’oppressione comunista. Oggi avremmo voluto gioire e ricordare. Ma questa giornata è perturbata da una grande tragedia: la caduta dell’aereo polacco con le autorità in viaggio per partecipare alle celebrazioni di Katyń. Il presidente, il governatore della banca ed altri rappresentanti di importanti istituzioni sono morti. Oggi pregheremo per loro, pregheremo nello spirito della speranza cristiana. Pregheremo soprattutto per la Polonia, perché Dio la aiuti a trovare la strada verso un futuro sempre migliore”.

La notizia giunta stamani dalla Russia ha suscitato sgomento nell’intera opinione pubblica polacca. Per un commento sentiamo il giornalista e parlamentare europeo Jas Gawronski, raggiunto telefonicamente da Stefano Leszczynski:

R. – Diciamo che una buona fetta della leadership polacca scompare, viene annullata. In Polonia, in una classe politica di questo livello, non ce n’è tantissima, essendo un Paese che è appena emerso da lunghi anni di dittatura. E’ vero che si sono già formati dei governanti molto capaci, però è un avvenimento che colpisce un Paese giovane, un Paese nuovo.

D. – Kaczynski è stato uno dei protagonisti della storia politica di questi ultimi anni…

R. – Certo. Non era amato da tutti, però era un grande personaggio. Se lo si può riassumere in un aggettivo, direi “patriota”. Era un patriota polacco intenso, fortissimo, tanto intenso che per alcuni lo era anche eccessivamente. Il suo era un patriottismo che tendeva a sfociare nel nazionalismo, però era un personaggio nato e formatosi politicamente all’ombra di Wałęsa. Kaczynski era anche abbastanza popolare da essere considerato un possibile candidato alla sua propria rielezione a presidente della Repubblica, nelle elezioni che ci sarebbero state in autunno.

D. – Da un punto di vista economico, la Polonia è in una fase delicata. Il fatto che ci fossero anche dei vertici della direzione economica e monetaria polacca può avere delle ripercussioni sull’andamento del Paese?

R. – Sì, soprattutto perché questo governatore era di grandissima qualità, rispettato e stimato da tutti gli altri alti funzionari delle Banche centrali degli altri Paesi. Quindi, credo che questo sarà un colpo abbastanza grave per l’organizzazione della finanza polacca.

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