Mentre Pompei è drammaticamente ritornata nel dimenticatoio, un altro grande sito archeologico sta lentamente perdendo fondi, condannandolo all’incuria e all’abbandono.
Marcobani.it - Sto parlando delle navi romane di Pisa, considerata una delle più grandi scoperte archeologiche degli ultimi tempi, una vera e propria Pompei del sommerso. Potete leggere la storia e il valore scientifico sulla pagina ufficiale: 30 imbarcazioni di cui 10 quasi integre, e con tutto il carico perfettamente conservato, persino le corde, le reti, gli oggetti personali dei marinai. Se non ne sapete niente fatevi un regalo, informatevi sul valore e sulla bellezza di questi straordinari ritrovamenti.
Sembra che nel 2010 il fondo del governo per le navi romane sia stato solo di alcune decine di migliaia di euro. Si era partiti con risorse di oltre un milione di euro l’anno per 12 anni, poi si è scesi a 300 mila, infine a poche decine di migliaia. Fondi inadeguati, nemmeno sufficienti a pagare la luce, che rischiano di mandare a fondo un patrimonio dell’umanità.
I reperti già scavati necessitano di una manutenzione costante e molto costosa, possibile grazie all’annesso Centro di restauro del legno bagnato, dove si studia e conserva tutto quel che viene alla luce. Ma anche questo senza fondi è destinato a chiudere. Un’altra eccellenza mondiale che affonda.
Per non perdere questo “porto delle meraviglie” è necessario l’impegno di tutti, dagli amministratori ai semplici cittadini, pisani e non pisani, gli stessi che dimostrarono grande entusiasmo subito dopo le scoperte. Il Tirreno ha iniziato la raccolta firme, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza del sito archeologico. Un piccolo sforzo per un grande patrimonio della città e del mondo.
Perdendo questo tesoro, perderemo un po’ di noi stessi.
Marcobani.it - Sto parlando delle navi romane di Pisa, considerata una delle più grandi scoperte archeologiche degli ultimi tempi, una vera e propria Pompei del sommerso. Potete leggere la storia e il valore scientifico sulla pagina ufficiale: 30 imbarcazioni di cui 10 quasi integre, e con tutto il carico perfettamente conservato, persino le corde, le reti, gli oggetti personali dei marinai. Se non ne sapete niente fatevi un regalo, informatevi sul valore e sulla bellezza di questi straordinari ritrovamenti.
Sembra che nel 2010 il fondo del governo per le navi romane sia stato solo di alcune decine di migliaia di euro. Si era partiti con risorse di oltre un milione di euro l’anno per 12 anni, poi si è scesi a 300 mila, infine a poche decine di migliaia. Fondi inadeguati, nemmeno sufficienti a pagare la luce, che rischiano di mandare a fondo un patrimonio dell’umanità.
I reperti già scavati necessitano di una manutenzione costante e molto costosa, possibile grazie all’annesso Centro di restauro del legno bagnato, dove si studia e conserva tutto quel che viene alla luce. Ma anche questo senza fondi è destinato a chiudere. Un’altra eccellenza mondiale che affonda.
Per non perdere questo “porto delle meraviglie” è necessario l’impegno di tutti, dagli amministratori ai semplici cittadini, pisani e non pisani, gli stessi che dimostrarono grande entusiasmo subito dopo le scoperte. Il Tirreno ha iniziato la raccolta firme, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza del sito archeologico. Un piccolo sforzo per un grande patrimonio della città e del mondo.
Perdendo questo tesoro, perderemo un po’ di noi stessi.



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