30.4.10

Conosci il tuo destino

La storia di un uomo in salute che ha iniziato ad assumere medicine per prevenire il rischio futuro d’infarto scritto nel Dna. Si riapre il dibattito sulla medicina predittiva. Intanto le tecniche si perfezionano. I costi si abbassano. E le applicazioni reali si avvicinano.

OggiScienza - Stephen Quake ha 40 anni, vive in California ed è professore di bioingegneria alla Stanford School of Medicine. Non fuma, non è sovrappeso e non ha particolari problemi di salute. Tuttavia, negli ultimi anni a Stephen capitava sempre più spesso di pensare a ciò che il destino avesse in riserbo per lui. E ora finalmente crede di saperlo. Si è sottoposto a un test genetico che gli ha rivelato la sua “carta di rischio”, una sorta di profilo molto dettagliato che tiene conto del Dna e combina questi dati con l’età, le abitudini di vita, la storia personale e familiare in modo da calcolare con una precisione finora utopistica il rischio di sviluppare determinate malattie più in là con gli anni.

La buona notizia per Stephen è stata che il suo rischio di Alzheimer è inferiore al previsto. La cattiva che ha una probabilità superiore di cancro, obesità, diabete e coronaropatia. La peggiore: ha una mutazione genetica rara legata al pericolo di morte cardiaca improvvisa. Ora Stephen si sta curando con farmaci anticolesterolo, le statine, per prevenire l’infarto che nel futuro potrebbe stroncare il suo cuore. Non solo. Ha scoperto in che modo il suo organismo metabolizza i farmaci, per cui i medici hanno stabilito dosaggi e tempi di somministrazione che fanno esattamente al caso suo. Tutto questo avendo un cuore, al momento, di ferro. I suoi colleghi della Stanford University che hanno scandagliato il codice genetico hanno commentato la storia di Stephen (descritta sulla prestigiosa rivista The Lancet) con queste pompose parole: “Siamo all’alba di una nuova era della genomica”.

Si riapre un tema caldo degli ultimi 10 anni, a partire dal sequenziamento del genoma umano. Non è certo la prima persona disposta a pagare profumatamente per leggere il futuro. La tentazione è vecchia come il mondo (non è un caso che sia pieno di gente che si affidi a tarocchi, maghi e fattucchiere). Nel gran bazar di Internet si vendono esami del Dna in tutte le salse: dalla paternità fino alle malattie più rare. “Ma il responso di questi esami fai-da-te vale né più né meno di un oroscopo”, mette in guardia Giuseppe Novelli, genetista dell’Università di Tor Vergata. “Forniscono dati che servono solo ad alimentare ansie inutili e false aspettative. Che significato ha un rischio del 30% più alto di sviluppare la depressione o l’obesità? Sono numeri privi di significato”.

Nel caso descritto su Lancet la metodica è stata completamente diversa. I ricercatori hanno svolto una approfondita anamnesi pre-test sul soggetto, scandagliato la sua storia familiare (riscontrando casi di parenti colpiti da malattie cardiovascolari), quindi eseguito test mirati che sono stati inquadrati successivamente nel contesto ambientale, tenendo conto di alimentazione, abitudini, attività fisica. “A differenza delle malattie genetiche, come la fibrosi cistica, che sono associate alla mutazione di un singolo gene, la maggior parte delle patologie come il tumore, il Parkinson o il diabete è il risultato della complessa combinazione tra fattori ambientali e genetici, che agiscono in sintonia e si condizionano a vicenda negli effetti che producono sull’individuo”, prosegue Novelli. “Solo un esame approfondito può avere affidabilità e quindi una effettiva utilità clinica”

Finora, insomma, i test completi del Dna sono stati poco più che uno sfizio per pochi. Ma le cose cominciano a cambiare. In primis, perché i costi stanno scendendo. Stephen ha pagato 50 mila dollari (circa 32 mila euro) per la “diagnosi precoce”. È ancora una cifra esorbitante ma è molto inferiore rispetto a qualche anno fa e tra alcuni anni potrebbe scendere ulteriormente alla portata di molti. Si aprono interrogativi etici enormi: per esempio se sia giusto curare una persona sana per una malattia che non ha e forse nemmeno mai svilupperà.

Tuttavia, come spesso succede, i tempi corrono più in fretta. All’orizzonte si scorgono già applicazioni concrete per la pratica clinica. “Ci sono geni che controllano la risposta ad alcuni farmaci, per esempio gli anticoagulanti in cui il dosaggio è un fattore cruciale per la stessa sopravvivenza dei pazienti. Se la dose è troppo bassa, c’è il rischio di trombi, se è troppo alta di emorragie cerebrali. Un test genetico può definire la dosa giusta. A mio parere il futuro della medicina predittiva va in questa direzione: cure personalizzate a un livello mai visto prima”, conclude Novelli.

30.4.10

Tanti i messaggi augurali per i 95 anni del rabbino Toaff

Oggi il rabbino capo emerito di Roma Elio Toaff compie 95 anni. Tanti gli auguri che gli sono giunti per questa occasione.

Radio Vaticana - Lo storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, sulle colonne del Corriere della Sera, ne ripercorre la vita. Nato nel 1915, e cresciuto nella cosmopolita Livorno, dovette subire l’umiliazione delle leggi razziali. Dopo la laurea in giurisprudenza, raggiunta a fatica perché nessun docente voleva concedere la tesi a un ebreo, desiderava tornare in Palestina dai fratelli, ma il padre gli ricordò che un rabbino doveva rimanere con la sua gente. Nel 1943, mentre era in fuga con la moglie Lia, venne catturato dalle SS e condannato alla fucilazione, dalla quale lo salvò la preghiera: un capitano, infatti, lo vide pregare, ne ebbe pietà e lo fece scappare. Da allora, anche come capo della più grande comunità ebraica d’Europa, si adoperò per fare dell’ebraismo una componente rilevante, anche se minoritaria, della società italiana, mostrando come la “diversità” dell’essere ebreo fosse una ricchezza per il Paese. Dopo aver lottato contro l’antisemitismo di destra, dovette lottare anche contro quello di sinistra, tanto che negli anni Ottanta denunciò il cosiddetto “vento dell’odio”, imponendo, di fatto, la realtà ebraica all’attenzione di milioni di italiani. Nel 1986, ricevette Giovanni Paolo II: era la prima volta che un Successore di Pietro metteva piede in Sinagoga, un avvenimento storico. Ne scaturì una lunga amicizia. Quando Giovanni Paolo II morì, nel 2005, Toaff fu l’unico a essere ricordato nel suo testamento e il rabbino era presente in Piazza San Pietro ai funerali del Papa. Quasi cent’anni di storia, dunque, condensati nella vita di un uomo per il quale la cosa più importante, come ha spesso dichiarato, “è far felici gli altri, perché se sono felici gli altri anch’io sono felice”.

30.4.10

Cina: Expo 2010 di Shangai, aperto con una straordinaria serata

“L’Expo 2010 Shanghai è ora aperta!” ha detto il presidente cinese mentre il cielo della città si illuminava di uno spettacolare arcobaleno di luci laser e fuochi artificiali.

Agenzia Misna - Nel centro culturale della grande esposizione venivano suonati gli inni nazionali e sventolavano le bandiere dei 189 paesi - in gran parte dal Sud del mondo - che in sei mesi parteciperanno all’iniziativa, a cui Pechino, per la sua immagine internazionale, sembra attribuire un’importanza simile a quella delle Olimpiadi del 2008. Una galleria di artisti, tra cui il Soweto Gospel Choir sudafricano e il tenore italiano Andrea Bocelli, ha quindi dato vita a una serata di gala nella cui cornice, sia pur con un tono più sobrio, hanno trovato posto anche due orfani che, sopravvissuti al terremoto che due settimane fa ha fatto 2200 vittime nel nord-ovest del paese, indossavano abiti tibetani. Nel fiume Huangpu, illuminato a giorno per tre chilometri e mezzo, sono stati immessi 6000 galleggianti che, illuminati con led, riproducevano pesci. L’aria “ Nessun dorma“ della Turandot di Puccini, eseguita da Bocelli e “Lode alla gioia” di Beethoven hanno concluso la straordinaria inaugurazione che non sembra aver sofferto per le proteste dei difensori dei diritti umani a favore dei dissidenti, le eccezionali misure di sicurezza e le voci su accreditamenti negati a giornalisti di Hong Kong.

30.4.10

Benedetto XVI: “Il mondo penitenziario ha bisogno di speranza”

Il Papa plaude al progetto dell’Agenzia per il reinserimento di detenuti ed ex-detenuti

Triplica il numero dei detenuti ed ex-detenuti coinvolti nelle attività del Polo di eccellenza della promozione umana e della solidarietà “Mario e Luigi Sturzo”, situato alle porte di Caltagirone (Catania). Agli attuali dodici detenuti, se ne aggiungeranno presto altri trenta, tra cui tre immigrati extracomunitari provenienti da Rosarno (Reggio Calabria), impegnati in un programma di formazione umana, spirituale e professionale. Questo Polo è la prima importante esperienza che ha ispirato la creazione dell’Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro (ANReL), nata da una Convenzione-quadro tra il Ministero della Giustizia e la Fondazione Istituto di promozione umana “Mons. Francesco Di Vincenzo”. Le attività dell’ANReL e del Polo di Caltagirone sono state presentate oggi a Rimini nel corso della Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), il grande appuntamento di questo Movimento ecclesiale a cui fino a domenica parteciperanno circa 20mila persone.

A questo progetto di reinserimento e promozione umana, è giunto il plauso di Benedetto XVI: “Sua Santità saluta volentieri l’impegno del Movimento per l’inserimento nel lavoro di detenuti, ex-detenuti e loro familiari, sulla base di una convenzione col ministero della Giustizia”, si legge in un messaggio inviato ai responsabili del RnS a firma del Segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. “Questo progetto è quanto mai prezioso nell’attuale momento di difficoltà del mondo penitenziario”, prosegue il messaggio a nome del Papa, “che tanto ha bisogno di speranza, e quindi del Vangelo”.

“Il Polo di eccellenza Sturzo”, ha spiegato Salvatore Martinez, presidente nazionale del RnS, “rappresenta un originale prototipo operativo dedicato al mondo carcerario. Si tratta, in pratica, di un ‘sistema sociale’ in cui sono efficacemente interagenti le ‘quattro invarianti’ mediante le quali l’uomo nasce, cresce, matura, si relaziona, produce ricchezze materiali e spirituali: famiglia, chiesa, cultura, lavoro”.

L’ANReL è una vera e propria ‘agenzia di collocamento’, che opererà su tutto il territorio nazionale con la finalità di creare percorsi di umanizzazione e redenzione umana, di formazione professionale e di reinserimento lavorativo, attraverso un ‘tutoraggio personalizzato’ e operando come un ‘incubatore d’impresa’. Il progetto è rivolto a detenuti con una pena residua inferiore ai 3 anni e ad ex-detenuti a rischio di recidiva e privi di tutela per il reinserimento sociale. Lo star-up del progetto prevede, oltre alla Sicilia, il coinvolgimento di altre 4 regioni: Lombardia, Veneto, Lazio e Campania.
30.4.10

Burqa, in Francia carcere per chi lo impone

Le Figaro anticipa il progetto di legge del governo: ammenda di 150 euro per chi indossa il velo integrale.

Ansa.it - Il progetto di legge del governo francese contro l'utilizzo del burqa nei luoghi pubblici prevederà un'ammenda di 150 euro per chi indossa il velo integrale, e pene fino a un anno di carcere e 15.000 euro di ammenda per chi impone a una donna di portarlo. Lo rivela il quotidiano Le Figaro, che nell'edizione odierna pubblica due articoli del progetto di legge attualmente allo studio del ministro della Giustizia Michele Alliot-Marie. L'articolo 2, in particolare, crea il nuovo reato di "istigazione a dissimulare il viso in ragione del sesso", che va a integrare il codice penale nel capitolo relativo alle minacce alla dignità personale. Un reato per cui sono previste pene rilevanti, al contrario di quelle previste per il solo indossare il burqa, situazione in cui, spiega al Figaro uno degli estensori del testo, che vuole restare anonimo, "queste donne sono spesso vittime". (continua)
30.4.10

Cina: fa petizioni, internato in un ospedale psichiatrico per sei anni e mezzo

Xu Lindong è stato internato con documenti falsi, perché voleva protestare a Pechino contro i responsabili comunisti della sua città. E’ stato sottoposto a 54 elettrochoc. Ora l’opinione pubblica insorge e i responsabili sono stati “rimossi”. Frequenti gli abusi contro chi fa petizioni.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Quattro funzionari del governo distrettuale di Luohe (Henan) sono stati rimossi per avere fatto internare un autore di petizioni in un ospedale psichiatrico per oltre 6 anni. Nel Paese cresce la proteste contro i sistematici abusi delle autorità locali contro chi protesta. Xu Lindong, autore di petizioni della città di Daliu, è stato in 2 ospedali psichiatrici dall'ottobre 2003. Xu ha presentato petizioni sin dal 1997, sia alle autorità locali che a quelle centrali. Nel 2003, insoddisfatto delle risposte delle autorità locali, decise di andare a presentare una petizione a Pechino. In risposta, le autorità locali lo hanno fatto rimpatriare in modo coatto e lo hanno mandato prima all’ospedale Psichiatrico di Zhumadian e in seguito all’ospedale Psichiatrico di Luohe, dove gli è stata diagnosticata una sindrome ossessiva ed è stato sottoposto a trattamenti coatti, tra cui 54 elettrochoc.

Per l’internamento sono accusati Shi Hongtao e Yang Yaoqin, all’epoca segretario e vicesegretario del Partito comunista di Daliu, in seguito promossi a cariche maggiori. Pare che per tenere Hu segregato siano stati prodotti documenti falsi.

La notizia ha causato proteste diffuse e una campagna di sottoscrizioni online, che denuncia “la crescente tendenza delle autorità regionali di restringere la libertà dei cittadini attraverso simili misure [l’internamento in ospedali psichiatrici]”.

Ora l’avvocato Chang Boyang, co-organizzatore della campagna di firme e legale della famiglia di Xu, ha preannunciato un’azione giudiziaria contro i funzionari comunisti e i responsabili ospedalieri per l’illegale internamento e per essere risarcito. Pare che il governo locale abbia offerto a Xu 1000 yuan (circa 110 euro) e qualche aiuto materiale, per risarcire gli oltre 6 anni di detenzione.

Il sistema delle petizioni, anche se inefficiente, in teoria è del tutto libero e qualsiasi cittadino può rivolgersi alla autorità locali o a quelle superiori per chiedere giustizia: evidente retaggio dell’epoca imperiale, nella quale ogni suddito poteva chiedere giustizia alle autorità. Ma spesso le autorità sono accusate di abusi contro chi fa petizioni, per impedire che la protesta giunga alle autorità centrali. E’ nota l’esistenza di “prigioni fantasma”, luoghi dove chi fa petizioni è “trattenuto”, anche per lunghi periodi, senza accuse e senza processo e senza poter nemmeno avvertire i familiari.
30.4.10

1° Maggio: le Acli inaugurano a Betlemme un centro di formazione professionale per giovani palestinesi

Il presidente Andrea Olivero: «Attaverso il lavoro si promuove la pace e la dignità della persona»

Il primo maggio delle Acli in Terra Santa. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani celebrano quest'anno la giornata internazionale del lavoro inaugurando a Betlemme un Centro di formazione professionale per giovani palestinesi. Il progetto è realizzato insieme alla Fondazione Giovanni Paolo II onlus e all'Università di Perugia. L'inaugurazione coincide con il quarto pellegrinaggio nazionale delle Acli in Israele e Giordania, guidato dal presidente Andrea Olivero. Il Centro permanente di formazione professionale in Cisgiordania verrà ospitato nei locali della Casa della Pace di Betlemme (Hebron Road, 475), una struttura acquisita dalla Fondazione Giovanni Paolo II. Beneficiari del progetto sono i giovani che vivono in Palestina, dove la situazione è tra le più difficili e precarie, con una disoccupazione giovanile che raggiunge cifre elevate e determina una migrazione dai risvolti negativi in molti settori. L'obiettivo è quello di offrire un'opportunità di formazione e di inserimento al lavoro, permettendo di migliorare le condizioni di vita e di creare i presupposti per un miglioramento del sistema socio-economico. Le attività previste nel Centro riguardano: corsi di lingua italiana di base e di eccellenza (sarà il primo a partire, nel mese di luglio); corsi di formazione per operatori sociali; corsi di formazione per la progettazione; corsi di formazione professionale per la lavorazione del legno e della madreperla. Il progetto è finanziato dalle Acli con i contributi del 5xmille.

L'inaugurazione del Centro avverrà sabato mattina (ore 9.00) con una Messa presieduta dal Patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal. Seguirà un incontro con la comunità cristiana palestinese. Il pellegrinaggio delle Acli proseguirà quindi fino al 5 maggio, giornata prevista per il ritorno.

Per il presidente delle Acli Andrea Olivero, «la coincidenza del pellegrinaggio spirituale in Terra Santa con celebrazione del primo maggio dei lavoratori a Betlemme, rappresenta un segno particolarmente significativo della vocazione delle Acli. Il progetto del Centro di formazione nasce infatti dalla comune volontà della Fondazione Giovanni Paolo II e della presidenza delle Acli di gettare nella terra e nella città natale di Gesù un segno concreto di dialogo tra i popoli: perchè attraverso il lavoro si promuove la pace e la dignità della persona. L'incontro con la comunità cristiana di palestinese e la celebrazione eucaristica con la presenza del patriarca latino di Gerusalemme saranno l'occasione per condividere la fede nel Signore della vita, che ci vuole testimoni nel mondo, pellegrini di pace e di solidarietà tra i popoli».
30.4.10

"Giustizia e Pace" chiede vigilanza sullo stato di emergenza e la ricostruzuione di Haiti

La creazione di un organo di controllo, che includa società civile, giornalisti e rappresentanti internazionali, è stata raccomandata da tre organizzazioni locali per vigilare sulla nuova Commissione interinale per la ricostruzione post-terremoto (Cirh), sullo stato d’emergenza in vigore e sull’intero processo di ricostruzione per i prossimi anni.

Agenzia Misna - “Vista l’importanza delle operazioni che dureranno decenni e considerati i danni e l’avidità che la corruzione possono causare, lanciamo un appello urgente” scrivono in un comunicato tre organizzazioni fra cui la Commissione episcopale Giustizia e pace (Jilap) presieduta dal missionario Jan Hanssens, della Congregazione del Cuore immacolato di Maria (Scheutisti). Le organizzazioni esprimono perplessità per le “mancanze che hanno caratterizzato le tappe del voto della legge d’emergenza” precisando che è stata approvata da una Camera dei deputati il cui mandato è scaduto il 7 Febbraio scorso, da un Senato incompleto per via di un rinnovo parziale non avvenuto e che conferisce poteri speciali a un governo il cui mandato scadrà tra otto mesi. Le stesse fonti sostengono che c’è poca chiarezza sui poteri delle istituzioni durante il periodo di ‘stato d’emergenza’, mettendo a repentaglio i diritti dei cittadini, ma anche sulle responsabilità, in particolare finanziarie, nella gestione dei fondi per la ricostruzione, che dovrebbero essere gestiti dalla Cirh presieduta dal primo ministro Jean-Max Bellerive e dall’ex presidente statunitense Bill Clinton. Il 12 Gennaio scorso un forte terremoto ha distrutto buona parte della capitale Port-au-Prince e altre località circostanti, causando fra 250.000 e 300.000 morti e oltre un milione di senza tetto.

30.4.10

La marea nera ha raggiunto la costa della Louisiana

E’ allarme rosso nel Golfo del Messico a causa della fuoriuscita del greggio dalla piattaforma esplosa nei giorni scorsi.

Radio Vaticana - La chiazza di petrolio, che ha raggiunto dimensioni inimmaginabili, è alimentata dalla fuoriuscita giornaliera di circa 5 mila barili di combustibile e da poche ore ha raggiunto le coste americane della Louisiana. La British Petroleum, proprietaria dell’impianto, ha accettato l’aiuto delle autorità militari di Washington. Il servizio di Francesca Ambrogetti: (ascolta)
Le squadre di soccorso hanno iniziato a bruciare in modo controllato la chiazza di petrolio, mentre si cerca già di quantificare il danno inestimabile che sta per subire il patrimonio naturale. Lo conferma al microfono di Paolo Ondarza, Romano Pagnotta, dirigente dell’Istituto di Ricerca sulle acque del Cnr: (ascolta)
30.4.10

La catena della comunione

Il nostro redattore a Rimini, Antonino Crivello, ci racconta la prima giornata della Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito

Ha preso il via, nel giorno in cui ricorre la festività di Santa Caterina da Siena, la XXXIII convocazione dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. Si svolge, come di consueto, nella fiera di Rimini, e durerà fino al 2 di Maggio. E' prevista la partecipazione di molti rappresentanti illustri del mondo cattolico nonché di alti prelati. La partecipazione sembra, fin dai primi minuti, numerosa. Gli autobus e le automobili cominciano a formare, intorno alle vie della fiera, file sempre più lunghe: si prevedono del resto migliaia di persone sin da oggi. E infatti, nonostante sia un giorno lavorativo, si superano le diecimila persone. C'è da aspettarsene quindi almeno quindicimila nel fine settimana, se non di più.

Come è facile intuire, l'atmosfera diventa subito carica di attese, di speranze, di certezze, di desideri di preghiera e di incontro con Dio. E infatti, dopo solo qualche minuto dall'orario di apertura previsto, inizia l'accoglienza e poi la preghiera comunitaria carismatica, sulle splendide note che la corale nazionale intona dal palco. Una preghiera di lode allegra, gioiosa, vivace che apre il cuore a Dio e all'azione dello Spirito Santo.

In breve tempo l'assemblea è chiamata, dagli animatori, ad eseguire un particolare 'segno', svolto al termine dell'intronizzazione della Parola, che vuole ribadire fin da subito il desiderio di sentirsi Chiesa, di essere uniti nonostante gli attacchi che in questi mesi arrivano da ogni parte del mondo. Il segno consiste nel creare una "catena" umana. E' il sacerdote che dà il via, poggiando la mano sul cero pasquale e invitando tutti a stringere le mani di chi ci siede accanto, così che nessuno abbia mani vuote, non strette a nessuno. Questa vera e propria unione ha origine dal cero, posto sul palco, e da lì scende e si propaga dai primi blocchi dell'assemblea e si perde in fondo, dove nemmeno gli occhi riescono ad arrivare. Comunione quindi l'un con l'altro, comunione con la Chiesa tutta, dai laici al Papa.

E' Mario Landi, il coordinatore nazionale del Rinnovamento, a esprimere il concetto, dopo aver presentato all'assemblea le varie giornate e i vari ospiti che si susseguiranno. Egli afferma inoltre con fermezza quanto sia importante riconoscere l'azione di Dio nella storia dell'uomo. Azione che viene spesso messa in discussione nei nostri giorni, dai media, dalla cultura scientifica-tecnologica. La parola della convocazione, "E' lo Spirito che dà testimonianza, perché è la verità (1 Gv 5,6b)", è subito compresa. Solo lo Spirito Santo può davvero dare testimonianza del Padre ed è, come ci ricorderà il presidente nazionale Salvatore Martinez a fine giornata, Colui che può renderci testimoni in questo nostro mondo.

E' S.E. Mons. Anton Cosa, vescovo della Moldova, la regione più povera d'Europa, dove da tempo il RnS opera, a raccontarci di come è davvero solo lo Spirito Santo che ci rende testimoni e che attraverso il nostro "sì" ci fa diventare strumento del Padre. Racconta all'assemblea, accompagnato da una rappresentanza di questa missione moldava appositamente arrivata al convegno per dare testimonianza, che le primizie cominciano a vedersi concretamente anche in un territorio difficile come quello Moldavo. A continuare questa analisi "esegetica" della parola di convocazione ci pensa una lettera di S.E. Card. Bagnasco, inviata come augurio per l'inizio del meeting, che afferma con assoluta chiarezza e semplicità come “è lo Spirito Santo, dono del Padre, che agisce, libera dalla paura e dona ogni grazia. E' lo Spirito che custodisce la Chiesa rendendola ancora capace di testimonianza”.

Questa splendida e impegnativa giornata iniziale volge al termine, con la Santa Messa presieduta da S.E. Card. Leonardo Sandri. Nella sua omelia ci ricorda di come dobbiamo prendere esempio dalla Santa patrona di Italia, Santa Caterina: dobbiamo essere come vergini ardenti allo Spirito Santo. Questo affinché non deludiamo quanti ci chiedono 'dell'olio' e possiamo dare il meglio di noi stessi. In riferimento ai recenti fatti di cronaca invece ci ricorda come “la Chiesa rimane un punto di riferimento superiore per tutti, solo che il mondo non lo può ammettere e quindi tradisce questo segreto apprezzamento, criticandola e offendendola”.
30.4.10

Messico, paese dai due volti

Da una parte promotore di azioni in favore dei diritti umani, dall'altra uno dei primi stati che non aiuta i migranti

PeaceReporter - Periodo del tutto negativo quello che sta vivendo l'amministrazione messicana. Dopo le polemiche nate in seguito alla riforma statunitense che criminalizza i cittadini stranieri senza documenti, oggi Amnesty International punta il dito contro Città del Messico rea a suo dire di tollerare abusi e violazioni dei diritti umani dei cittadini centroamericani di passaggio in Messico. Il "livello allarmante" della situazione è spiegato da Amnesty all'interno del rapporto "Las victimas invisibles: migrantes en movimiento en Mexico".

E la situazione riguarderebbe decine di migliaia di migranti che subirebbero abusi una volta messo piede in Messico dal confine con il Guatemala. Il più delle volte, inoltre, nessuna violenza viene denunciata per il timore di rappresaglie, espulsioni e ancora violenze. Un aspetto inquietante per uno Stato che si ritrova a combattere su fronti diversi come la lotta contro i cartelli della droga, le leggi Usa sull'immigrazione.
Il Messico da sempre è un paese di transito e di grande tradizione d'immigrazione. Migliaia di cittadini messicani, soprattutto dagli stati più poveri dove il lavoro manca, ma manca anche l'acqua, si dirigono ogni anno verso gli Stati Uniti che puntualmente mettono mano ai regolamenti per gli immigrati. Anche per questo Città del Messico e Washington hanno spesso ratificato i principali trattati internazionali sui diritti umani. Ma molti sono stati anche gli accordi bilaterali per garantire alla manodopera messicana una più agevole permanenza all'interno del territorio statunitense.

"Sono due le ragioni per cui ci siamo impegnati in questa ricerca sulle violazioni dei diritti umani dei migranti che attraversano il confine con il Messico. La prima è che è un fenomeno quantitativamente significativo. Nel solo 2009 sono stati arrestati dal servizio nazionale per l'immigrazione 64061 cittadini stranieri migranti che si trovavano in transito in Messico e che cercavano di raggiungere il confine con gli Usa per poi varcarlo" racconta al telefono con PeaceReporter Riccardo Noury portavoce di Amnesty International. "Nove su dieci provengono dagli stati centrali del Paese. Di questi 64mila una su cinque è donna e uno su dodici è minorenne. Questo significa che è un fenomeno importante composto da persone vulnerabili, come donne e bambine,. Ci sono ormai denunce quotidiane: ogni dieci donne migranti che attraversano il Messico, sei subiscono violenza sessuale. In questo dato sono comprese anche le donne minorenni e le bambine. Il secondo è che c'è il solito comportamento a due facce del Messico che è un paese che ha sulla scena internazionale una posizione molto nobile in tema di diritti umani perché si fa promotore di tutta una serie di sviluppi della normativa internazionale sullo stesso tema dei diritti dei migranti. Poi però, quando si tratta di proteggere questi diritti all'interno si mostra inadempiente" dice Noury. C'e dell'altro comunque. "Quello che abbiamo riscontrato è anche la complicità dello Stato in alcuni attacchi che hanno subito i migranti. Secondo la commissione nazionale per i diritti umani, organismo governativo, fra settembre 2008 e marzo 2009 ci sono stati 9758 sequestri di migranti. Rapiti e spesso sottoposti a violenze. In almeno 120 casi che hanno riferito alla commissione questi episodi hanno chiamato in causa direttamente le autorità pubbliche o perché direttamente responsabili del sequestro o perché avevano assistito senza intervenire. Quindi se il primo tema che riguarda il Messico è questo doppio standard che da una parte promuove i diritti e dall'altra poi non applica all'interno del suo territorio le regole, il secondo è che questa solita dialettica dell'impunità per cui le autorità dei singoli stati della federazione sono complici spesso delle violazioni dei diritti umani. Le autorità federali allo stesso tempo non fanno nulla perché scaricano la competenza sulle autorità statali le quali colludono e quindi il risultato finale è un'impunità generalizzata" conclude il portavoce di Amnesty.
"L'immigrazione è un problema mondiale. Finché ci sarà disparità economica a livello mondiale continuerà ad esistere questo problema. Anche gli europei arrivarono nel nostro continente senza essere invitati e senza permesso, motivati dalla stessa necessità di incontrare una forma di vita migliore . Gli abusi, le violazioni sono cose inumane che appartengono a tutti i Paesi e non solo al Messico. La mia modesta opinione è che tutti i paesi sviluppati sono complici di questa miseria" dice Gladys dal Belize commentando la notizia su un seguitissimo blog della Bbc.
"La verità - dice da Città del Messico Javier - e che in Messico guardiamo i politici come esempi da seguire e così siamo diventati tutti più cinici e senza vergogna, proprio come loro". Oswaldo cittadino peruviano, da Lima rincara la dose. "la vera situazione degli Usa riguarda la rovinosa condizione della sua economia, dovuta ad una cattiva amministrazione. Per accontentare certe lobby in alcuni paesi danno la colpa alla povera gente, agli immigrati.
29.4.10

Il messaggio del Papa per l'inizio oggi a Rimini della Convocazione dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo

Al via anche quest'anno a Rimini il Convegno Nazionale di 'Rinnovamento nello Spirito Santo', uno dei movimenti cattolici carismatici più numerosi ed apprezzati della Chiesa.

Radio Vaticana - "Vivo apprezzamento per la volontà del Rinnovamento nello Spirito Santo di collaborare alla costruzione del Centro internazionale per la Famiglia nella città di Nazareth". Lo ha espresso il Papa in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, indirizzato al presidente del Rinnovamento, Salvatore Martinez. Oggi, infatti, a Rimini si è aperta la 33esima Convocazione nazionale dei gruppi e della comunità del Rinnovamento. Presenti circa 20mila persone. Ce ne parla Luciano Castro (ascolta)

(leggi l'intervista di Fabio Vitucci al coordinatore nazionale di RNS Salvatore Martinez)
29.4.10

Premio "Arte e diritti umani" a Giobbe Covatta, a Milano dal 6 maggio con "Trenta"

La Sezione Italiana di Amnesty International ha conferito la terza edizione del premio "Arte e diritti umani" a Giobbe Covatta, per lo spettacolo "Trenta", in scena a Milano al Teatro Ciak dal 6 al 15 maggio.

Amnesty.it - Secondo la motivazione del premio, precedentemente conferito ad Alessandro Gassman e ai Modena City Ramblers, Giobbe Covatta ha contribuito alla diffusione e alla conoscenza della Dichiarazione universale dei diritti umani. "Trenta", infatti, è ispirato al testo, approvato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, che sancisce i diritti civili, politici, economici, sociali, culturali spettanti a ogni persona. In chiave ironica (ma non troppo), come nel suo stile, Giobbe Covatta fa la sua riflessione sui diritti umani fondamentali, raccontando con sarcasmo delle persone che vedono questi diritti scritti solo sulla carta.

Giobbe Covatta è anche testimonial della campagna mondiale di Amnesty International "Io pretendo dignità".

Guarda l'intervista di Giobbe Covatta

Maggiori informazioni sulle date della tournée sono disponibili online
29.4.10

Affidata al RnS la costruzione e la gestione di un "Centro Internazionale per la famiglia" a Nazareth

Il progetto annunciato oggi dal card. Leonardo Sandri e dal card. Ennio Antonelli all’apertura della XXXIII Convocazione Nazionale del RnS a Rimini. Benedetto XVI: “Promuova una forte vita familiare in quella regione”

È stato presentato oggi, giorno d’inizio della XXXIII Convocazione Nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) a Rimini, la creazione di un “Centro internazionale per la Famiglia” a Nazareth che sarà affidato nella costruzione, sviluppo e gestione al RnS. “Il Santo Padre esprime vivo apprezzamento per la volontà del Rinnovamento nello Spirito Santo di collaborare alla costruzione del Centro internazione per la Famiglia nella città di Nazareth”, si legge in un messaggio giunto al RnS a firma del Segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. “Durante il Suo pellegrinaggio in Terra Santa, il Papa ha benedetto la prima pietra di questo Centro e assicura la Sua preghiera affinchè esso promuova una forte vita familiare in quella regione, sostenendo le famiglie nella loro insostituibile missione”.

Il progetto è stato annunciato oggi a Rimini ai circa 20mila fedeli provenienti da tutta l’Italia dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. La Segreteria di Stato della Santa Sede, d’intesa con il Pontificio Consiglio per la Famiglia presieduto dal card. Ennio Antonelli, ha deciso di stipulare con il Movimento un accordo, in cui sono stati fissati i principi di una collaborazione organizzativa e pastorale in vista della creazione di un’apposita Fondazione dedicata allo scopo. Giovanni Paolo II, nel 1997, annunciò il progetto; Benedetto XVI nel suo ultimo viaggio in Terra Santa, nel maggio 2009, ha benedetto la prima pietra del Centro, che dovrebbe essere ultimato nel 2012. Il Centro sorgerà sulla collina della città di Nazareth, estendendosi su una superficie di circa un ettaro, e sarà attrezzato con strutture per conferenze, alloggi, ristorazione e socializzazione.

Formazione, evangelizzazione, fraternità e accompagnamento delle famiglie saranno gli obiettivi del Centro, che diventerà il punto di riferimento mondiale non solo per le famiglie in Terra Santa, ma per tutti coloro che operano a favore della famiglia nel vasto mondo della pastorale, dei mezzi di comunicazione, della ricerca scientifica, dello sviluppo socio-culturale e del turismo. Sorgerà anche un Laboratorio internazionale di ricerca sul tema della famiglia, mediante la costruzione di un Osservatorio internazionale supportato da Commissioni di studio. Tutte le attività saranno attivate in sinergia con vari Centri di spiritualità europei, con Enti internazionali governativi e non governatici e con i Movimenti.

“Concretamente il nuovo Centro”, ha sottolineato il card. Sandri, “potrà offrire un impulso molto apprezzabile alla nuova evangelizzazione delle famiglie in Terra Santa e nel mondo intero, coltivandone la spiritualità, la formazione e la pastorale, che sono decisive per la vita della Chiesa e della società. Proprio sulla famiglia cristiana si abbatte in Terra Santa un supplemento di sofferenza per le difficoltà sociali accennate. La penuria di lavoro, le tristi prospettive per il futuro, specialmente dei bambini e dei giovani, mortificano l’unità e la serenità delle famiglie e l’innata capacità di essere il “primo e insostituibile centro formativo” dell’umanità di oggi e di domani. La missione educativa della famiglia a partire dalla Terra di Gesù deve ritrovare un forte impulso a beneficio di tutti”.

“Il Centro internazionale per la Famiglia che sorgerà a Nazareth”, ha dichiarato il card. Antonelli, “sarà un faro di luce, che, mentre tiene desta la memoria della santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, attrae pellegrinaggi di famiglie da tutto il mondo e offre loro esperienze forti di preghiera e di formazione, promuove qualificati corsi teologici e pastorali per le coppie animatrici della pastorale familiare, accoglie con particolare disponibilità le famiglie cristiane di Terra Santa e Paesi limitrofi. Il RnS, che ha generosamente accolto l’invito della Santa Sede a farsi carico della costruzione e della gestione, acquisterà grandi meriti davanti alla Chiesa universale, davanti alla Santa Famiglia di Nazareth e davanti a Dio, Uno e Trino, che desidera manifestare nel mondo lo splendore della sua vita e del suo amore attraverso le famiglie cristiane”.

“Ripartire dalla famiglia”, ha commentato il presidente nazionale RnS, Salvatore Martinez, “è una priorità assoluta per la Chiesa. Senza famiglie cristiane il processo educativo, vocazionale, missionario, nonché di socializzazione e di umanizzazione di questo nostro mondo frantumato, si arresterebbe. Chi trascura la famiglia è nemico del futuro. Il Vangelo della famiglia è il più esaltante ed esigente annuncio di cui i cristiani, oggi, debbono farsi testimoni. L’idea di una “Casa mondiale” per la famiglia a Nazareth, dove tutto ha avuto inizio e dove tutto può sempre re-iniziare, ci ha colpiti e coinvolti profondamente. Il nostro “sì” è e sarà come quello di Maria a Nazareth: è il sì della fiducia in Dio, un Dio che ancora chiede di accasarsi in mezzo agli uomini e di non essere estromesso come un intruso”.

La XXXIII Convocazione nazionale del RnS si è aperta oggi alla Fiera di Rimini sul tema “E’ lo Spirito che dà testimonianza, perché è la verità (1 Gv 5,6b)”. Si concluderà domenica 2 maggio. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.
29.4.10

La Grecia torna a sperare dopo il via libera di Berlino agli aiuti

Borsa di Atene in forte rialzo stamane in vista degli aiuti Ue-Fmi, dopo l'atteso vai libera da parte della Germania.

Radio Vaticana - Il premier greco Giorgio Papandreou ha incontrato i sindacati e gli industriali per informarli sulle nuove misure del governo per far fronte alla crisi ed ottenere l'erogazione del pacchetto di aiuti, che dovrebbe ammontare a 100 – 120 miliardi di Euro in tre anni. Atene è pronta a varare misure dolorose. L'accordo dovrebbe essere finalizzato nei prossimi giorni. Ma c’è il pericolo che questi aiuti non siano sufficienti? Salvatore Sabatino ne ha parlato con Giacomo Vaciago, docente di Economia Internazionale presso l’Università Cattolica di Milano (ascolta):

R. – Direi che a questo punto l’orizzonte triennale è passato. E’ chiaro che viene così sostituito il credito che non stava più affluendo ad un Paese, diventato molto rischioso, con un finanziamento pubblico di fatto. Il Fondo Monetario è pubblico come pubblici sono gli altri 15 governi. Diciamo, quindi, che a questo punto il problema si sposta: gli aiuti alla Grecia indeboliscono la capacità di aiutare altri Paesi o creano opportunità di speculazione su altri Paesi. Mi sembra che la cattiva gestione di questa operazione rischia di estendere il problema ad altri.


D. – Si è parlato tanto, in questi ultimi giorni, dell’uscita della Grecia dalla zona euro: si tratta di una prospettiva reale, secondo lei?



R. – Ciascun Paese deve continuamente ragionare sul lungo periodo - e non da oggi a domani - cosa sia meglio fare per lui e tutta l’Unione deve poi ragionare sulla convenienza che ciascun Paese deve continuare ad avere a far parte di questa Unione. Un rischio di uscita c’è: il giorno in cui un Paese si convince che onestamente non ha interesse a stare in questa Unione, io direi che non solo esce, ma che fa bene ad uscire. Il problema è capire come mai non ha interesse a stare in un’Unione, che è nata all’insegna di un bene comune, che rendeva conveniente ai Paesi esserne parte.


D. – Bisogna dire che ora cresce la preoccupazione per gli altri Paesi della zona euro. Quali sono, secondo lei, quelli maggiormente a rischio e quali le ripercussioni che ci possiamo attendere a livello europeo complessivamente?



R. – Se il Paese non cresce o addirittura va indietro, come sta succedendo in numerosi Paesi europei, è chiaro che diventa insostenibile anche il debito pubblico, che era sostenibile fino al giorno prima. Non c’è dubbio che la Spagna si trova in un problema di questo tipo: ha una disoccupazione al 23 per cento e come si fa a chiedere agli spagnoli disoccupati di pagare le tasse per servire un debito da cui non traggono più alcun vantaggio? Si scopre che anche l’Italia, se non torna presto e bene a crescere, avrà - prima o poi - un problema di sostenibilità di debito. E’ chiaro che nessuno è esente da sospetti!


29.4.10

Rapporto Banca Mondiale-Fmi: tra 5 anni 53 milioni di poveri in più

La crisi economica globale porterà all'estrema povertà altri 53 milioni di persone e provocherà nei prossimi cinque anni la morte di oltre un milione di bambini, secondo un rapporto congiunto del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, che fa il punto sugli Obiettivi del Millennio, stabiliti dalle Nazioni Unite, da raggiungersi entro il 2015.

Radio Vaticana - La crisi economica del 2008-2009 e l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che l'ha preceduta hanno e avranno gravi conseguenze per la popolazione mondiale. Quasi un miliardo di persone hanno ancora difficoltà per procurarsi il cibo, e spesso i soggetti più deboli, come i bambini e le donne in gravidanza, corrono il rischio di morire. Gran parte degli esperti ritiene che gli otto Obiettivi non potranno essere raggiunti nei limiti temporali prestabiliti. In particolare, l'obiettivo di ridurre nei Paesi in via di sviluppo la mortalità infantile a 34 bambini ogni mille sembra piuttosto improbabile. Questo tasso, secondo gli analisti, arriverà nel 2015 a 68 bambini ogni mille. A Washington è stato presentato anche il rapporto del Fmi sulla situazione economica nell'Africa sub sahariana, dove circa 10 milioni di persone sono colpite da una grave crisi alimentare, che ha investito vari Paesi della regione nordafricana del Sahel. In particolare, affermano i dati ONU, in Niger 7,8 milioni di abitanti sono "in stato d'insicurezza alimentare".

29.4.10

Tra le nuvole di Venere

La sonda Venus Express ha completato il giro dell’atmosfera di Venere per misurarne la densità. Con le sue ali solari dispiegate come un unico grande sensore, la sonda Venus Express ha esplorato i lembi più esterni e rarefatti dell’atmosfera di Venere che si protendono nello spazio, a circa 180 chilometri dalla superficie del pianeta.

OggiScienza - L’atmosfera di Venere, molto più calda e densa di quella terrestre, è composta principalmente da anidride carbonica e azoto e contiene nubi opache di acido solforico che nascondono all’osservazione diretta la superficie del pianeta.La sonda Venus Express, lanciata dall’European Space Agency nel 2005, è la prima missione europea dedicata a questo pianeta. Il suo scopo principale è proprio l’osservazione e lo studio dell’atmosfera venusiana. I pannelli del satellite sono stati fatti ruotare in 5 diversi assetti ogni giorno per un’intera settimana, orientandoli a diversi angoli rispetto alla direzione di volo. Attraversando l’atmosfera con i pannelli spiegati in questo modo, il satellite risente di una torsione aerodinamica, che provoca una piccola rotazione del satellite stesso. Questa torsione, pur essendo molto lieve, è misurabile in base alla correzione che si deve applicare al satellite per mantenerlo nella sua orientazione nello spazio.
In questo modo sono state fatte delle misure sul comportamenteo delle molecole dell’atmosfera venusiana che respingono le particelle provenienti dal vento solare.
La missione ha avuto pieno successo e dimostra che la sonda è adatta a questo tipo di esplorazione, che riveste un enorme interesse per gli studi planetari.

29.4.10

Appello di Benedetto XVI per il Congo, "aiutare il paese e ritrovare la pace"

Un appello alla comunità internazionale, ai protagonisti politici e ai rappresentanti delle comunità religiose perché agiscano in modo concertato verso il comune obiettivo di riportare la pace e la stabilità in Congo.

Agenzia Misna - E' l’appello affidato da Papa Benedetto XVI al neoambasciatore della Repubblica democratica del Congo presso la Santa Sede , Jean-Pierre Hamuli Mupenda, ricevuto questa mattina in udienza per la presentazione delle lettere credenziali. “In questi anni il vostro paese ha vissuto momenti particolarmente difficili e tragici - ha ricordato il Pontefice -.La violenza si è abbattuta in modo cieco e spietato, su larga parte della popolazione, piegandola sotto il suo giogo brutale e seminando rovina e morte. Penso alle donne, ai giovani e ai bambini la cui dignità è stata calpestata a oltranza dalla violazione dei loro diritti”. L’impegno di pace raggiunto a Goma nel 2008 “e l’attuazione degli accordi internazionali, in particolare il patto sulla sicurezza, la stabilità e lo sviluppo nella regione dei Grandi Laghi, sono certamente necessari - ha proseguito il Pontefice - ma più urgente è il lavorare sulle condizioni preliminari alla loro applicazione (...). Invito le autorità pubbliche a fare il possibile per porre fine alla situazione di guerra, che purtroppo ancora esiste in alcune province, e a dedicarsi alla ricostruzione umana e sociale della nazione nel rispetto dei diritti umani fondamentali”. Papa Benedetto ha quindi invitato la comunità internazionale “coinvolta in varia misura nei successivi conflitti che la nazione ha conosciuto” a mobilitarsi per contribuire a riportare nel paese la pace e la legalità. Uno dei modi migliori, secondo il Pontefice è quello “di intraprendere con determinazione la strada della riconciliazione nazionale […] e promuovere l’educazione delle giovani generazioni”, consentendogli di studiare, aiutando le loro famiglie nelle spese di istruzione. “Le importanti ricchezze naturali di cui Dio ha dotato la vostra terra, e che sono divenute, sfortunatamente, una fonte di contesa e profitti sproporzionati per molti, all’interno e all’esterno del vostro paese – ha concluso il Papa – permetteranno, con una giusta ripartizione dei guadagni, di aiutare la popolazione a uscire dalla povertà e a provvedere alla sua sicurezza alimentare e sanitaria”.
29.4.10

Schiaffi e aggressioni a bambini asilo, carabinieri arrestano maestra nel Catanese

Un'insegnante d'asilo quarantenne di Militello in Val di Catania è stata arrestata in flagranza di reato per maltrattamenti sugli alunni della sua classe.

Ansa.it - Un'insegnante d'asilo quarantenne di Militello in Val di Catania è stata arrestata in flagranza di reato da carabinieri della compagnia di Palagonia per maltrattamenti su bambini della sua classe. Le indagini erano state avviate nel marzo scorso dopo le denunce di alcuni genitori che si erano recati in caserma dopo avere appreso dai figli cosa accadeva in classe. Gli investigatori hanno 'piazzato' delle telecamere nascoste nell'aula e hanno ripreso l'atteggiamento aggressivo della maestra d'asilo che, secondo l'accusa, prendeva a schiaffi e spintonava a i suoi alunni, che a volte trascinava tirandoli per i capelli, senza nessun apparente motivo scatenante. La violenza mostrata dalle immagini ha convinto i carabinieri a intervenire e a eseguire l'arresto della maestra d'asilo su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano.

L'insegnante è stata bloccata dai carabinieri della compagnia di Palagonia ieri mentre era a scuola, ma la notizia si è appresa oggi. I militari sarebbero intervenuti per la "ritualità della condotta" dell'indagata: la sua aula era da una ventina di giorni sott'osservazione da parte dei militari dell'Arma che, all'insaputa di tutti, avevano piazzato delle telecamere e dei microfoni. Alla maestra, su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, e del sostituto Sabrina Gambino, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni si terrà l'interrogatorio di garanzia da parte del Gip. Le indagini erano state avviate le denunce presentate dai genitori di 7-8 alunni dell'insegnante ai carabinieri della compagnia di Palagonia.

29.4.10

Navi dei veleni. Barroso: «Ue chiederà spiegazioni all’Italia»

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, rispondendo ad una lettera inviata il 3 febbraio scorso dagli europarlamentari del partito democratico Gianni Pittella, vice Presidente vicario del Parlamento Europeo, e Mario Pirillo, della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, ha detto che «La Commissione europea chiederà altri chiarimenti sul presunto affondamento di navi al largo delle coste italiane.

GreenReport - Se necessario, si avvarrà delle competenze conferite dal Trattato per prendere provvedimenti nei confronti di violazioni delle normative comunitarie». I due europarlamentari italiani avevano chiesto a Barroso di avviare un'indagine accurata su tutti i relitti sospetti affondati nei mari calabresi come quello rinvenuto largo di Cetraro, ed avevano richiamato anche la vicenda della Rigel, il cargo affondata nel 1987 a Capo Spartivento al largo di Reggio Calabria, «per la quale esiste già una condanna per naufragio doloso, in base all'art. 428 del codice penale, emessa dal tribunale di La Spezia il 20 marzo 1995, confermata in appello dal tribunale di Genova il 10 novembre 1999 e resa definitiva in Cassazione il 10 maggio 2001».

Barroso risponde: «L'anno scorso il membro della Commissione europea in carica per l'Ambiente ha chiesto informazioni, al riguardo, al Ministro suo corrispondente in Italia senza ricevere indicazioni precise di violazioni di normative ambientali europee e quindi, da parte della Commissione non è stato avviato alcun procedimento di infrazione, ma considerate le informazioni che trasmettete, sarebbe opportuno proseguire le indagini». Il presidente della Commissione Ue sottolinea che «L'affondamento di navi contenenti rifiuti nel territorio di uno Stato membro è severamente vietato come "scarico illegale"».

Pittella e Pirillo sono soddisfatti dell'impegno preso dalla Commissione: «Consideriamo valida la posizione del Presidente Barroso per affrontare una vicenda delicata, come quella relativa alle cosiddette "navi dei veleni", che continuano a destare tanta preoccupazione tra la popolazione residente, non solo in Calabria. Il nostro auspicio é che si possa al più presto fare piena luce su questa vicenda che danneggia pesantemente i nostri territori per le ricadute negative sulla salute pubblica e sull'intera economia del Mezzogiorno».

A Barroso ed agli europarlamentari rispondono oggi il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività, a Bologna per il convegno illecite connesse al ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella e il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, a Bologna per partecipare al convegno "La gestione integrata del ciclo dei rifiuti: tra realtà industriale ed ecomafia". Secondo loro «Attualmente non esiste alcun fatto concreto che dia prova di presenza di rifiuti pericolosi nei mari della Calabria».

Per Grasso «Bisogna capovolgere il problema nel senso che bisogna accertare prima l'esistenza dell'inquinamento e del pericolo per la salute pubblica e poi arrivare alla fonte. Al contrario, se si capovolge questo percorso il problema diventa insolubile e si creano danni al turismo e all'economia. Dopo aver stigmatizzato la fuga di allarmi non giustificati da prove concrete, Grasso ha detto che «Bisognerebbe usare di più gli articoli del codice penale sulla diffusione di notizie false e tendenziose che sono entrati un po' in disuso». Chissà se tra i propalatori di notizie false e tendenziose Grasso e Pecorella conteggiano anche Barroso, Pitella e Pirillo, gli uomini delle forze dell'ordine che hanno denunciato traffici e naufragi e le associazioni ambientaliste che hanno documentato la strana scomparsa di navi cariche di rifiuti e il traffico s di sostanze inquinanti e radioattive?

29.4.10

India: assassinato un sacerdote vicino Mumbai

Un sacerdote è stato assassinato nella tarda notte a Baboola, a un chilometro dalla casa del vescovo di Vasai, un’antica città nei pressi di Mumbai (Maharashtra).

Radio Vaticana - Non si conoscono le cause dell’uccisione. Il sacerdote doveva compiere a giorni 74 anni di età ed era amato e rispettato da tutti. Mons. Felix Machado, arcivescovo di Vasai, è giunto stamane sul luogo del delitto. Scosso e rattristato alla vista del prete ucciso, ha dichiarato all'agenzia AsiaNews: “Padre Peter era un sacerdote pieno di fede, che serviva la Chiesa e la popolazione senza discriminazione di caste o di credo; si dimenticava di sé per servire i più poveri e gli abbandonati”. “Noi sacerdoti abbiamo già offerto la nostra vita nel giorno dell’ordinazione. La nostra vita non ci appartiene, ma è di Dio. Padre Peter oggi è stato accolto dal Signore e dalla Madonna degli Abbandonati (Our Lady of Forsaken), cui era tanto devoto”, ha poi detto all’agenzia Fides mons. Machado. “Ho trovato il corpo di padre Peter in un lago di sangue questa mattina”, racconta il presule, allertato da alcuni laici che lavoravano con il sacerdote. “Aveva una corda al collo e forbici infilzate nella gola. E’ stata una scena raccapricciante. La polizia è venuta subito sul luogo, ha preso il corpo per le indagini post-mortem, e sta svolgendo indagini sull’accaduto. “La comunità è sotto shock", continua il vescovo. "Padre Peter aveva creato e gestiva, grazie alla collaborazione di alcuni laici, una casa di recupero per alcolisti. Era originario di Vasai e veniva da una comunità di pescatori: per questo il suo nome era ‘Pietro’. Era ben voluto e stimato da tutti. Non abbiamo idea dei motivi dell’assassinio: forse un furto o forse qualcuno ce l’aveva con lui”, dice il vescovo, escludendo la pista delle violenze dei fondamentalisti indù: “Non pensiamo a gruppi estremisti indù. Prima di tutto perché in questa zona non ve ne sono. Anzi, le relazioni con la comunità indù sul territorio sono ottime. Molti fedeli indù sono venuti oggi a manifestare sconcerto e solidarietà. E molti saranno presenti al funerale, che celebro questa sera, a cui attendiamo circa 10mila persone”.
29.4.10

“Meno Finanza, Più Lavoro”

In occasione della festa del 1° maggio 2010, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica presenta il documento “Meno Finanza, Più Lavoro”: le richieste sono un lavoro stabile e dignitoso, una flessibilità governata e sussidiaria, politiche fiscali d’incentivazione al lavoro e accesso al credito

In occasione del 120° anniversario della festa del 1° maggio, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica presenta il documento “Meno finanza, più lavoro”, che ha come parola d’ordine: i giovani come emergenza per il mondo degli adulti (responsabilità inter-generazionale), la legalità nel lavoro e lo sviluppo del Paese. Il testo è dedicato a Marta Lunghi, morta a 22 anni per un lavoro in nero pagato 5 euro l’ora.

«Quest’anno il 1° maggio assume significati importanti perché coincide con una fase molto critica per il mondo del lavoro a causa della crisi. In questo contesto, presentiamo un documento sul lavoro, condiviso con la Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica, frutto di una lunga e approfondita riflessione, figlia anche delle esperienze vissute sul campo, tra i lavoratori che cercano con caparbietà di rimanere a galla nella tempesta della crisi» ha sottolineato Cristiano Nervegna, Segretario nazionale del Mlac, il quale aggiunge che «con tale iniziativa si vuole indicare una strada da percorrere per contribuire ad assicurare un futuro dignitoso al lavoro».

Tra le richieste e gli auspici del documento, che vi alleghiamo: il primato del lavoro e dell’economia reale, che produce beni e servizi concreti, sulla speculazione finanziaria; una continuità di reddito legata a politiche di welfare d’attivazione; la responsabilità sociale d’impresa estesa anche all’ambito dei contratti di lavoro; una maggiore attenzione alla formazione dei lavoratori collegata ad un’analisi dei fabbisogni professionali reali; politiche d’incentivazione al lavoro attente, in particolare, alle giovani generazioni; l’esigenza di aumentare gli spazi di socialità dei corpi intermedi, ricostruendo valide e solide relazioni sociali di scambio e condivisione dei percorsi di vita e di lavoro, e contrastando così la cultura antieconomica dell’individualismo.
29.4.10

Hachette Rusconi sceglie la carte che tutela la natura

I periodici del gruppo useranno solo prodotti provenienti da foreste certificate Pefc

Da oggi c'è un motivo in più per leggere i magazine del Gruppo Hachette Rusconi. La casa editrice, che fa parte di Lagardère Active, è infatti il primo gruppo editoriale italiano e tra i primi in Europa a dotarsi della certificazione PEFC, acronimo di Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale). In pratica tutta la carta su cui si stampano i periodici del gruppo è prodotta usando esclusivamente alberi che provengono da foreste certificate PEFC e da foreste controllate in grado di conciliare la tutela ambientale con l’equità sociale e l’efficienza economica e da foreste controllate. Il logo PEFC che viene ora apposto sulle riviste della Hachette Rusconi dà al lettore la certezza che la materia prima con cui è prodotta la carta non proviene da foreste tagliate illegalmente o gestite in modo non sostenibile, ma da foreste e piantagioni tutelate e gestite in maniera corretta, con controlli annuali di oltre 90 parametri qualitativi (dalla riforestazione delle aree tagliate al controllo della sicurezza nelle operazioni di taglio).

“Il Pefc Italia – spiega il segretario generale Antonio Brunori – è orgoglioso che la certificazione forestale sia stata scelta da uno dei maggiori gruppi editoriali italiani, che con le sue 35 riviste stampa diverse milioni di copie all’anno. Una decisione saggia ed etica, quella di Hachette Rusconi, che in Europa era già stata presa da pochi altri dell’editoria, come ad esempio l’Economist. Un passo fondamentale per promuovere la gestione sostenibile delle foreste. Quando infatti una impresa editoriale decide di utilizzare solo carta certificata, dà un segnale al mercato e contribuisce ad avviare un circolo virtuoso: aumenta la sensibilità dei lettori e spinge le aziende produttrici di carta a rifornirsi solo da foreste gestite in modo sostenibile. In questo modo si salvaguardia il patrimonio boschivo mondiale dai tagli illegali e da un uso insostenibile e scriteriato”.

Il Gruppo Hachette Rusconi, che già da un anno acquista esclusivamente carta certificata, ha deciso di dotarsi della certificazione PEFC avvalendosi della collaborazione dei più grandi gruppi produttori leader nella produzione di carta, che hanno scelto foreste con la certificazione forestale PEFC: una scelta imprenditoriale che ha grandi valenze etiche, che dà un segnale chiaro ed esemplare al mercato e al mondo dei consumatori, che vengono così sensibilizzati sui temi degli acquisti e di conseguenza responsabilizzati anche nelle piccole, ma impattanti, scelte quotidiane, come la scelta di una rivista o un periodico.

Già dai prossimi numeri in edicola tutti i 35 periodici del Gruppo Hachette Rusconi si doteranno del marchio PEFC, facendo scoprire a milioni di lettori l'importanza di questa certificazione e partecipando attivamente alla difesa della natura, perché scegliendo riviste stampate su carta certificata contribuiscono a incentivare il mercato della legalità e della sostenibilità ambientale.

PEFC è lo schema di certificazione di gestione forestale più diffuso al mondo. In Italia è stato creato nel 2001 dai principali attori pubblici e privati della filiera foresta-legno, tra cui 12 Pubbliche Amministrazioni regionali e provinciali, Altroconsumo, diverse Confindustria provinciali, la Federazione dei Consorzi forestali, il Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, oltre ad altri attori della società civile. In tutto il mondo ci sono circa 220 milioni di ettari di foreste certificate PEFC e l’Italia con circa l'8% delle proprie foreste certificate (circa 780.000 ettari, per lo più nell'arco alpino) è esattamente nella media mondiale.

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni (rapporto Brundtland – WCDE, 1987); quindi permette un gesto concreto a favore del pianeta perchè rende consapevoli che attraverso quell'acquisto si sta contribuendo alla gestione sostenibile delle foreste e alla loro promozione, valorizzando così una preziosa materia prima essenziale all'ecosistema.
29.4.10

La gioia di essere prete

Recensione del nostro Renato Zilio sul libro edito dalle Edizioni Paoline

“La gioia di essere prete”. Un libro conviviale, diretto, di sorprendente semplicità. È il frutto delle meditazioni di ogni mattino del cardinale Schönborn nel settembre 2009, in un ritiro internazionale a un migliaio di sacerdoti tenutosi nel villaggio di Ars. Con lui ci si immerge nella dolce spiritualità del curato d’Ars e di Teresa di Lisieux “la plus belle fille de France”.
In tempi turbati e inquieti “in cui di questo ministero si mettono in luce solo le ombre”, se ne ricava una visione cristallina e profonda della vita del sacerdote alla luce stessa di Dio. Non è un trattato audace o un discorso speculativo, pur provenendo dalla mente di un grande domenicano. Presenta, invece, la scioltezza di parola, l’immediatezza e la spontaneità del clima spirituale che si respira ad Ars dai tempi del loro curato più conosciuto e credente. Nasconde, in fondo, la profonda cultura teologica, ma soprattutto la ricca esperienza di pastore dell’arcivescovo di Vienna dal 1995. La bellezza è semplicità, si afferma solitamente.

I capitoli si susseguono trattando della vocazione, della misericordia, del combattimento spirituale della preghiera, dell’eucarestia e della carità pastorale. Il libro si conclude con questioni pastorali concrete, affrontate con realismo, con ricchezza sapienziale, prive di atteggiamenti dogmatici.
Si comprende, in fondo, la gioia del ministero di essere prete. La gioia non è mai una conquista. È un dono, il più misterioso, gratuito e gratificante che possa nascere da una vita di ascesi, di servizio e di fedeltà a Dio. Da un’esistenza, in verità, carica di senso. Ed è il dono più bello che il Signore sa offrire ad ogni discepolo alla fine del suo cammino. “La religone del Curato d’Ars è una religione della felicità, non una ricerca morbosa della mortificazione, come a volte si è creduto. La nostra felicita è troppo grande! - amava ripetere - No, no, non lo capiremo mai!”
Ecco un libro ricco di un’interiorità da gustare. Al pari di ogni esistenza di sacerdote che, come un curato d’Ars, sa farsi testimonianza luminosa tra gli uomini della misericordia di Dio, ma anche di gioia e di speranza, come ricorda il Papa. “Scelto tra gli uomini, il sacerdote rimane uno di loro ed è chiamato a servirli donando loro la vita di Dio.” Sublime missione e mistero, allo stesso tempo.
29.4.10

Pompei prepara la XXIV edizione del Meeting dei giovani

Sarà come sempre una giornata di festa, emozioni e preghiera nello spirito delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Radio Vaticana - Il 1° maggio pompeiano, grande momento di aggregazione e socializzazione, è ormai diventato una tradizione per il santuario e uno degli appuntamenti nazionali di pastorale giovanile più attesi. “Il Meeting - spiega don Giovanni Russo, responsabile della Pastorale giovanile diocesana e organizzatore della manifestazione - vuole essere occasione di incontro e di confronto per tutti quei giovani che scelgono di vivere alla luce degli insegnamenti di Gesù”. E questo percorso di vita si costruisce a partire soprattutto dalle relazioni, dal rispetto, dalla capacità di comprendere e di amare. In linea con il messaggio di Benedetto XVI per il 25.mo anniversario di istituzione della GMG, La mattinata del Meeting, durante la quale sarà presente tra gli altri anche Fabio Quagliarella, attaccante del Napoli, sarà scandita da testimonianze, momenti di riflessione e di preghiera. E’ prevista anche una catechesi guidata da mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano e delegato della Conferenza episcopale abruzzese-molisana per la pastorale giovanile. Subito dopo, mons. Santoro, Chiara Amirante, fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti”, Luigi Accattoli, giornalista vaticanista, e il cantautore Angelo Branduardi, saranno protagonisti di un confronto-dibattito con i giovani, sul tema scelto per la giornata. Alle 18.00, l’arcivescovo di Pompei, mons. Carlo Liberati, presiederà la celebrazione eucaristica, seguita dalla marcia per la legalità dei giovani, che attraverseranno tutta la città per giungere in santuario e recitare la Supplica. Chiuderà la manifestazione il concerto di Angelo Branduardi dedicato a Benedetto XVI. (A.L.)

28.4.10

Il sindaco Scalzone: rovinati da volontari e comboniani

«Daremo al ministro Roberto Maroni la cittadinanza onoraria di Castel Volturno. Lui ci aiuterà a rendere più appetibile il nostro litorale domizio. A Castel Volturno non ci occorrono centri di prima accoglienza per immigrati, ma centri di espulsione. La nostra rovina sono stati i padri comboniani, il “centro Fernandes” e tutti quelli che si occupano di stare dalla parte degli immigrati».

Liberainformazione - Antonio Scalzone, da pochi giorni rieletto sindaco a capo di una coalizione di centro destra, fa capire subito che il vento è cambiato anche sul litorale domizio. «Mi sono incontrato col Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ieri a Caserta e ho espresso tutto il mio apprezzamento per il lavoro egregio che ha fatto sinora nei confronti della camorra. E lui ha accettato di buon grado di diventare cittadino onorario del nostro Comune. Gli ho chiesto di darci una mano a risolvere anche gli altri problemi che abbiamo sul litorale, a partire da quello dell’immigrazione. Oggi Castel Volturno – dice il neo primo cittadino - è una “zona franca”, una zona liberata dalla pressione della malavita organizzata. E questo ci permetterà di attrarre investimenti da parte dei privati. Ma occorre passare da una politica di tolleranza nei confronti degli immigrati, fatta in questi anni dalle associazioni di volontariato, ad una politica di rigore e rispetto delle regole. E sbaglia anche Saviano a dire che dalla camorra ci salveranno gli immigrati. La rivolta fatta dai neri a Castel Volturno due anni fa, era organizzata dai nigeriani, spacciatori di droga, che protestavano contro i camorristi. Una lotta tra bande per il controllo del traffico di droga. Il ministro queste cose le sa. E’ una persona seria e credo che ci darà una mano per risolvere i nostri problemi».

Scalzone, dunque, va per la sua strada. Dopo cinque anni di amministrazione di centro sinistra, sembra che nulla sia cambiato. Anzi, tutto è diventato più difficile. Il problema, per il neo sindaco, restano gli immigrati e le associazioni di volontariato che cercano di alleviare in qualche modo le sofferenze e il disagio di tanti ragazzi che arrivano sul litorale domizio in cerca di un futuro.

Lui non va tanto per il sottile, «Sono tutti uguali e se ne devono andare». Non una parola sullo sfruttamento di questi ragazzi, considerati solo braccia da utilizzare, ma senza diritti. Non una parola su quegli italiani che fittano a prezzi esosi le case sul litorale domizio dove ne infilano a decine in spazi angusti. Non una parola sui caporali che sfruttano questi ragazzi che si alzano alle 4.30 del mattino per mettersi in fila alla rotonda di Villa Literno, nella “piazza degli schiavi”, o vicino al campo sportivo di Casal di Principe, o nelle rotonde di Qualiano, Villaricca, Mugnano, Giugliano, dove per 20/30 euro al giorno e per 10 /12 ore di lavoro aspettano di essere portati nelle campagne o sui cantieri edili per svolgere loro un lavoro senza tutela e a rischio.

Niente. Con queste premesse non potrà accadere nulla di buono da queste parti.

28.4.10

Misteri della fede

Dieci milioni di fedeli in Brasile hanno partecipato alla grande preghiera collettiva indetta dalla chiesa evangelica neo-pentecostale Igreja Universal do reino do Deus. Un'istituzione poderosa, che incassa milioni, arruola via web e minaccia il Vaticano.

di Stella Spinelli

PeaceReporter - "Mercoledì 21 aprile, ho visto una cosa incredibile a Rio, nella spiaggia di Botafogo. Prima d'ora mai avevo visto una folla simile, una marea di gente. Erano lì, sotto il sole a picco, per un evento di musica gospel, una preghiera comunitaria, organizzata dalla chiesa Universale do Reino de Deus, la più forte chiesa neopentecostale del Brasile. Gli evangelici. Da quando sono qui, solo a Capodanno sulla splendida spiaggia di Copacabana, forse, ho potuto vedere così tanta gente. C'erano più due milioni di persone su questo lembo di sabbia. La stima è quella ufficiale, poi ripresa dalla stampa. Il traffico era bloccato. Auto incolonnate. Un caos. E enormi autobus turistici fermi in ogni via dei dintorni. Incastrati. Ma soprattutto persone, un via vai indescrivibile. Molti erano del Minas Gerais o provenienti da tanti altri stati anche lontani del Brasile più remoto, ma tanti erano carioca. Dai cartelli, dagli striscioni ho dedotto che molte fossero le vittime delle tracimazioni causate dalle alluvioni del 5 aprile. Ad accomunarli una sola condizione: la povertà e la cieca fede. Pastori che gridavano contro la fame, senza-casa di ogni dove con manifesti enormi inneggianti a Dio, alluvionati di Niteròi in estasi. Non credevo ai miei occhi. E soprattutto non potevo credere che questa gente stesse lì accalcata non per ricevere denaro e aiuto, ma per darlo denaro, per offrire denaro a quella chiesa. Ma come, invece di ricevere, di aiutare, questa chiesa prende? Non smetteva di martellarmi in testa questa domanda. Incredibile. Chiedere i soldi ai poveri. Per tornare a casa mi sono fatta 4 ore di viaggio. Abito a Grajau. Mi sono sentita schiacciata dalla pena. Ero partita in cerca di qualche ora di pace, per starmene ferma lì, con il sole in faccia e ritrovare le energie. Invece cosa trovo questa volta? Solo tristezza. E intanto per le strade di Rio i mendicanti senza tetto crescono in maniera esponenziale. Sono sempre di più. E fra loro sempre più bambini. Tanti bambini. Troppi. Che ingiustizia".

Giovanna Binotto, volontaria italiana da anni in Brasile, responsabile della Casa di accoglienza Maria Stoppiglia dell'associazione Macondo di Rio, ci descrive così "O Dia D", il giorno della decisione, la grande adunata promossa dalla più potente chiesa evangelica brasiliana: la Igreja universal do reino de Deus.
Fondata da Edir Macedo, figura carismatica che domina tuttora, viene da molti classificata fra le `chiese neo-pentecostali aberranti`, a causa dell'attaccamento al lato economico. Non è un segreto, infatti, che ogni adepto debba versare alla Chiesa parte dello stipendio, la decima, da pagare in base a quanto si desidererebbe guadagnare. Il risultato sono somme da capogiro che spesso sembrano finire in acquisti di canali televisivi, stazioni radiofoniche e giornali, una vera e propria task force meditica che sta conquistando i cuori e le menti di milioni di brasiliani a ritmo di musica e preghiere. Alla Chiesa di Macedo fanno capo la terza rete televisiva nazionale, un'altra ventina di emittenti Tv, quasi 80 stazioni radio, due quotidiani, una banca, due imprese di grafica, un'agenzia di turismo, un'immobiliaria, un'impresa di assicurazioni mediche, una compagnia di areotaxi, e quattro società per azioni a loro volta proprietarie di altre aziende.

"Volevo essere fra i primi ad arrivare". Il sole non era, infatti, ancora comparso all'orizzonte quando Almiracema de Jesus Costa, 65 anni, ha preso posto sotto l'imponente palco allestito nella spiaggia scelta per il grande evento. Da lì, i carismatici uomini e donne di fede avrebbero ben presto cantato e pregato, incitato e condotto la folla nella mega orazione collettiva, con collegamenti in contemporanea con tutti e 26 gli stati brasiliani, più il distretto federale. Dieci milioni in totale i fedeli accorsi in tutto il paese. L'intento della riunione: risolvere i tanti problemi dei poveri. Come? Chiedendo un miracolo al Signore, attraverso l'intercessione della onnipotente chiesa del vescovo Macedo, in cambio di un piccolo contributo finanziario. E come se no? Un mare di fede per scacciare i problemi considerati senza soluzione. Ad aprire l'evento, la preghiera per la salute. Lì, il clou: la telefonata di una nonna che aveva da poco assistito alla nipotina miracolosamente guarita. Delirio. Applausi. Commozione. Poi è la volta di Juliana Cristina, 15 anni, cieca a un occhio e guarita da una preghiera neo-pentecostale. E come lei, nella moltitudine di Botafogo, tanti pronti a giurare, a testimoniare di miracoli piovuti dal cielo.

Poi tocca a Rio de Janeiro, devastata da alluvioni e tracimazioni che hanno fatto morti e migliaia di senza tetto. Per questa gente non aiuti in denaro, non progetti di ricostruzione, di bonifica. Bensì, preghiere, preghiere a più non posso. E la gente che canta, alza gli occhi al cielo, piange.

Eccolo il potere di questa istituzione religiosa. Fondata nel 1977, sta riuscendo a scalzare il cattolicesimo nel paese più cattolico del mondo. "Non è molto comune che una sola chiesa riesca a realizzare un evento di tale portata. Il numero dei fedeli accorsi mostra a chiare lettere la forza di questa isituzione", ha dichiarato il teologo Rubens Teixeira. E se si aggiunge che Macedo, il vescovo-anima della Chiesa universale del regno di Dio, è l'uomo di chiesa più popolare del Brasile, scavalcando personaggi carismatici e di spessore del mondo cattolico, il quadro è completo. La loro arma è la comunicazione in forme moderne e sempre nuove, a cominciare dalla musica per finire alla rete, con blog e siti all'avanguardia. Si focalizza sulle guarigioni e le invocazioni contro il demonio, aborra lo sciopero e i tatuaggi, perché forme di ribellione, condanna il carnevale e dice no alla capoeria perché "il Signore Dio deve essere al primo posto in tutti gli aspetti della vita". Ma soprattutto chiede soldi, impone decime, le pretende. Eppure, ormai vanta milioni di seguaci in 46 paesi del mondo, da cui nemmeno l'Italia è esclusa. E a sostenerla ci sono soldi e interessi, legati alle varie chiese evangeliche che fanno tutte capo agli Stati Uniti. Misteri della fede.
28.4.10

Controluce: Ritorno da Gomorra

Il viaggio nelle terre di Don Diana: uno spettacolo per ricordare l'esperienza. Un viaggio nelle terre di don Peppe Diana che lascia il segno. Un viaggio, un’esperienza che un gruppo di giovani di Sesto Fiorentino ha deciso di portare in scena nello spettacolo «Controluce: Ritorno da Gomorra».

Liberainformazione - La pièce, - un docu-spettacolo della durata di circa un’ora costituito da filmati, momenti recitativi, musiche e tecniche espressive – è nata dalla “volontà di fare qualcosa” del gruppo parrocchiale di San Martino a Sesto composto da venticinque ragazzi ed otto educatori, con alla testa il parroco don Daniele Bani, che nell’ambito del Progetto legalità patrocinato dalla Regione Toscana ha trascorso, la scorsa estate, dal 26 luglio al 1 agosto una settimana di lavoro a CastelVolturno presso il bene confiscato alla camorra ed affidato alla costituenda cooperativa “le Terre di don Peppe Diana“.

«Abbiamo voluto riportare nel nostro territorio - spiega Fausto De Santis di Libera Toscana - la realtà che lì abbiamo incontrato. Si è voluti essere testimoni di ciò che accade in un pezzo d’Italia, ma che ha la sua genesi in scelte fatte altrove e che coinvolge tutto il territorio nazionale e non solo».

La prima dello spettacolo è andata in scena lo scorso 29 novembre a Sesto Fiorentino per un totale di tre repliche. Una nuova rappresentazione è stata allestita domenica 10 gennaio a Santomato in provincia di Pistoia. La data di stasera, 26 aprile 2010, prevede la rappresentazione al Teatro di San Martino in Piazza della Chiesa nuovamente a Sesto Fiorentino. In questo spettacolo c'è da segnalare come ospite d'onore il cantautore Luca Caiazzo in arte Lucariello autore del brano "Cappotto di legno" cantato anche nella piece e autore di una ballata "Per amore del mio popolo" proprio in onore di don Peppe Diana.

«Don Peppe Diana - racconta Lucariello - era una persona che per amore della sua gente ha messo a rischio la sua stessa vita. Una cosa straordinaria che un po’ manca alla nostra generazione. Chi direbbe, oggi, che per l’amore che sente per la sua gente non può stare zitto, per l’amore che sente per il suo popolo deve gridare e facendo questo mette a rischio la propria vita?»

In occasione di ogni spettacolo vengono raccolte offerte che saranno devolute alla nascente cooperativa “Le Terre di don Peppe Diana” a dimostrazione, ancora una volta, della vicinanza tra la Toscana e le terre di don Diana per affermare sempre più il principio della legalità e dell’attivismo contro tutte le mafie.

28.4.10

Indonesia: migliaia di estremisti islamici assaltano un centro cristiano

Migliaia di estremisti islamici hanno attaccato un centro educativo cristiano nella reggenza di Bogor, provincia di West Java, in Indonesia.

Radio Vaticana - Il bilancio dell’assalto avvenuto ieri è di tre auto distrutte e diversi edifici danneggiati o incendiati. A scatenare la rabbia dei fondamentalisti, aizzati dal Consiglio degli ulema locale, le voci prive di fondamento secondo cui la comunità cristiana Bpk Penabur progettava “la costruzione di un luogo di culto” all’interno del complesso. Nella reggenza di Bogor - riferisce l'agenzia AsiaNews - continuano gli attacchi mirati contro la comunità cristiana, nell’impotenza delle autorità indonesiane incapaci di fermare le violenze a sfondo confessionale. Ieri mattina migliaia di estremisti islamici hanno attaccato e dato fuoco al centro della Fondazione Bpk Penabur, nonostante il presidio eretto in precedenza da centinaia di agenti di polizia. I fondamentalisti hanno distrutto e dato alle fiamme tre automobili e una parte dei 10 edifici che costituiscono il complesso cristiano. A scatenare la rabbia degli islamici, le voci secondo cui i responsabili della fondazione intendono costruire una cappella. Una notizia priva di fondamento, ma è bastata a incendiare gli animi e aizzare la folla. Fonti locali, in condizioni di anonimato, raccontano che gli assalitori sarebbero “persone provenienti dai vicini sotto-distretti di Cisaura e Ciawi”. Un dettaglio dal quale emerge che, in realtà, si tratta di attacchi mirati e ben orchestrati. La polizia, incapace di prevenire le violenze, promette giustizia. Al momento sei persone risultano in stato di fermo e sono sottoposte a interrogatorio. “Se qualcuno di questi è responsabile degli attacchi – afferma Tomex Kurniawan, capo della polizia di Bogor City – non esiteremo a predisporre un ordine di custodia cautelare”. Di recente centinaia di musulmani, poi divenuti migliaia, hanno lanciato un appello al governo di Cisarua, perché interrompesse qualsiasi attività di costruzione all’interno della Bpk Penabur, nonostante il permesso (Imb) rilasciato dalle autorità. I fondamentalisti accusano la fondazione cristiana di “tradire” la “tregua”, che vietava la fabbricazione di un centro educativo cristiano in un’area a maggioranza musulmana. L’appello si è quindi trasformato in un vero e proprio atto di accusa. I responsabili della Fondazione hanno smentito con forza le voci in merito alla costruzione di una piccola chiesa.


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