I gruppi radicali islamici, riuniti nella rete “Alleanza per difendere l’onore del Profeta” (Ttnr), hanno bruciato immagini e manichini del Papa e del ministro federale per le Minoranze, Shahbaz Bhatti, nonchè il simbolo cristiano della Croce.
Radio Vaticana - La notizia è stata riportata all’agenzia Fides dall’“Alleanza di tutte le minoranze del Pakistan” (Apma). Il fatto è accaduto domenica scorsa durante la manifestazione per le strade di Lahore di oltre 40 mila militanti islamici contrari ad ogni modifica della legge sulla blasfemia, alla liberazione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte con l’accusa di blasfemia. A tale riguardo è intervenuto mons Lawrence Saldhana, arcivescovo di Lahore e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan, riferendo che “i radicali islamici hanno attaccato il Papa, accusandolo di interferire nella vita del Paese. Hanno bruciato la sua immagine e la Croce”. “Questo ci dispiace molto, - ha detto - ferisce i nostri sentimenti di fedeli cristiani”. E per questo, “ci dissociamo - ha aggiunto - da ogni atto violento e chiediamo il rispetto di tutti i simboli sacri, a qualsiasi religione appartengano”. La manifestazione di Lahore ha, inoltre, confermato l’ostilità verso il ministro per le Minoranze, il cattolico Shahbaz Bhatti, che secondo l’Apma “è in serio pericolo di vita, in quanto è stato lasciato completamente solo a livello politico”. L’Apma sottolinea pure che “le misure di sicurezza in atto per difenderlo sono del tutto insufficienti”. Solidarietà al ministro Bhatti è giunta da mons. Saldanha. “A nome di tutti cristiani del Pakistan – ha dichiarato il presule - vogliamo esprimere al ministro tutta la nostra solidarietà e gratitudine per il suo impegno sociale e politico in difesa delle minoranze religiose”. (R.G.)
Radio Vaticana - La notizia è stata riportata all’agenzia Fides dall’“Alleanza di tutte le minoranze del Pakistan” (Apma). Il fatto è accaduto domenica scorsa durante la manifestazione per le strade di Lahore di oltre 40 mila militanti islamici contrari ad ogni modifica della legge sulla blasfemia, alla liberazione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte con l’accusa di blasfemia. A tale riguardo è intervenuto mons Lawrence Saldhana, arcivescovo di Lahore e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan, riferendo che “i radicali islamici hanno attaccato il Papa, accusandolo di interferire nella vita del Paese. Hanno bruciato la sua immagine e la Croce”. “Questo ci dispiace molto, - ha detto - ferisce i nostri sentimenti di fedeli cristiani”. E per questo, “ci dissociamo - ha aggiunto - da ogni atto violento e chiediamo il rispetto di tutti i simboli sacri, a qualsiasi religione appartengano”. La manifestazione di Lahore ha, inoltre, confermato l’ostilità verso il ministro per le Minoranze, il cattolico Shahbaz Bhatti, che secondo l’Apma “è in serio pericolo di vita, in quanto è stato lasciato completamente solo a livello politico”. L’Apma sottolinea pure che “le misure di sicurezza in atto per difenderlo sono del tutto insufficienti”. Solidarietà al ministro Bhatti è giunta da mons. Saldanha. “A nome di tutti cristiani del Pakistan – ha dichiarato il presule - vogliamo esprimere al ministro tutta la nostra solidarietà e gratitudine per il suo impegno sociale e politico in difesa delle minoranze religiose”. (R.G.)


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