Donne vietnamite residenti in Thailandia venivano costrette a partorire. Arrestati i capi dell'organizzazione criminale.
PeaceReporter - La polizia di Bankok ha smantellato un'organizzazione criminale thailandese che costringeva donne vietnamite (emigrate in Thailandia) a partorire bambini destinati ad essere venduti. Una vera e propria rete imprenditoriale, chiamata "Baby 101", che offriva servizi di maternità surrogata, un giro gestito da taiwanesi, cinesi e birmani, molti dei quali arrestati. I membri dell'organizzazione ricevevano gli "ordini" per e-mail o mediante degli appositi agenti, e non mancavano di farsi pubblicità grazie al proprio sito web, una vetrina in cui sfoggiare aitanti donatori di seme e graziose donatrici di ovuli. Di queste, tuttavia, alcune agivano sotto coercizione. "Tutto cio è illegale e disumano - ha commentato Jurin Laksanawisit, ministro della Sanità - in alcuni casi è come se queste donne fossero state stuprate".
Le operazioni della polizia sono scattate dopo che alcune delle donne hanno inviato un'e-mail all'ambasciata vietnamita a Bankok. Tredici delle "mamme" finora messe al sicuro sono state trovate in due case, un'altra invece in ospedale. Il General Maggiore Manu Mekmok, che sta guidando le indagini, ha dichiarato: "Nove di queste donne hanno detto di avere accettato volontariamente questo lavoro, perchè gli era stato promesso che avrebbero guadagnato 5.000 dollari per ogni neonato. Quattro hanno affermato di essere state ingannate".
PeaceReporter - La polizia di Bankok ha smantellato un'organizzazione criminale thailandese che costringeva donne vietnamite (emigrate in Thailandia) a partorire bambini destinati ad essere venduti. Una vera e propria rete imprenditoriale, chiamata "Baby 101", che offriva servizi di maternità surrogata, un giro gestito da taiwanesi, cinesi e birmani, molti dei quali arrestati. I membri dell'organizzazione ricevevano gli "ordini" per e-mail o mediante degli appositi agenti, e non mancavano di farsi pubblicità grazie al proprio sito web, una vetrina in cui sfoggiare aitanti donatori di seme e graziose donatrici di ovuli. Di queste, tuttavia, alcune agivano sotto coercizione. "Tutto cio è illegale e disumano - ha commentato Jurin Laksanawisit, ministro della Sanità - in alcuni casi è come se queste donne fossero state stuprate".Le operazioni della polizia sono scattate dopo che alcune delle donne hanno inviato un'e-mail all'ambasciata vietnamita a Bankok. Tredici delle "mamme" finora messe al sicuro sono state trovate in due case, un'altra invece in ospedale. Il General Maggiore Manu Mekmok, che sta guidando le indagini, ha dichiarato: "Nove di queste donne hanno detto di avere accettato volontariamente questo lavoro, perchè gli era stato promesso che avrebbero guadagnato 5.000 dollari per ogni neonato. Quattro hanno affermato di essere state ingannate".


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