18.11.11
Uno studio mostra come, tramite interscambio tra superficie e profondità, il lago ghiacciato sul satellite di Giove potrebbe essere fonte di vita

di Alice Bianchi

Nel 1610 Galileo Galilei scoprì ‘Europa’, il più piccolo trai satelliti di Giove. Ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio e dotato di un’atmosfera di ossigeno, Europa ha destato la curiosità e la fantasia di molti, dando una spinta propulsiva alla ricerca spaziale. Nel 1989 la Nasa fece decollare lo Space Shuttle Atlanti, da cui venne lanciata la sonda ‘Galileo’, che fu operativa su Europa fino al 2003 (i dati e le immagini raccolte in quella occasione sono tuttora sotto analisi). Il satellite Europa è il primo corpo celeste dove siano state osservate ingenti quantità d’acqua: possiede infatti un enorme lago nella zona denominata ‘Thera Macula’, coperto da uno spessore di circa 10 chilometri di ghiaccio, della grandezza di circa 250mila chilometri quadrati! La domanda che apre all’ipotesi di vita organica sul satellite è: al di sotto dello strato di ghiaccio l’acqua è presente allo stato liquido? Britney Schmidt, una delle autrici dello studio, ha detto: “Se il guscio di ghiaccio fosse spesso, sarebbe un problema per l’avanzamento degli studi: la consistenza potrebbe impedire il passaggio di energie e organismi verso il mare sottostante”. I risultati della ricerca finanziata dall’Istituto di Geofisica dell’Università del Texas ad Austin, dalla Fondazione G. Unger Vetlesen e dalla Nasa, pubblicati su Nature, certificano che questo ghiaccio è una piattaforma galleggiante che sembra sul punto di rompersi: il ghiaccio presenta infatti innumerevoli e profonde spaccature. Tra i dati ottenuti dalla sonda, Schimdt e i suoi colleghi si sono focalizzati sui rilevamenti di una determinata area di Europa chiamata ‘Conamara Chaos’. Nelle immagini di quest’area pareva ci fossero due colline circolari, ma in seguito è stato scoperto trattarsi di due ‘terreni-chaos’, ossia delle regioni geologicamente sconnesse. Schimdt realizzò un modello che spiega i terreni-chaos sulla base di processi analoghi nei ghiacciai e nei vulcani terresti e in base a questo modello dunque è plausibile ipotizzare che ci sia vita su Europa: con i movimenti di rimescolamento del ghiaccio avverrebbe il trasferimento di energia e nutrienti tra la superficie e la profondità del lago, innescando uno scambio potenzialmente carico di vita. Schmidt infatti afferma: “Ora, abbiamo le prove che è una spessa conchiglia di ghiaccio che si può mescolare vigorosamente e abbiamo anche prove dell’esistenza di laghi giganti e poco profondi. Questo renderebbe Europa e il suo oceano più abitabili”.

Per quanto possa essere buono il modello di Schmidt e quindi sia realistico supporre che ci siano zone di ghiaccio più spesso e zone più sottili nell’immenso lago di Europa, sarà necessaria una missione in loco nella quale si vada a perforare lo strato di ghiaccio per le verifiche del caso.

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