Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, non può essere scarcerato: lo ha deciso la Cassazione
La Cassazione ha confermato il provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip di Teramo nei confronti del caporalmaggiore Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio della moglie, Melania Rea, trovata morta lo scorso 18 aprile nei pressi di un bosco a Teramo. Il Tribunale del Riesame dell'Aquila aveva individuato “gravi indizi di colpevolezza” che emergevano chiaramente dagli atti processuali. Il ricorso dei legali di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, è stato respinto dalla Prima Sezione Penale della Suprema Corte dopo quasi sei ore di camera di consiglio.
I gravi indizi di cui si parla nell'ordinanza del Riesame “non sono colpevolezza” per l'avvocato Gentile. I legali del caporalmaggiore sostengono anzi che nell'ordinanza ci sia “un difetto di motivazione”, in quanto elementi fondamentali erano stati trascurati nell'indagine (come ad esempio una traccia di sangue rinvenuta sul corpo di Melania, di cui ancora non si conosce l'origine).
Entro 30 giorni si conosceranno le motivazioni della Cassazione. In ogni caso i legali di Parolisi non sembrano sorpresi dalla decisione della Cassazione: “Ci poteva stare, ne prendiamo atto e la rispettiamo", affermano Biscotti e Gentile, aggiungendo che "questa è soltanto una tappa di un percorso complesso; siamo pronti ad affrontare il processo il più presto possibile e siamo certi che dimostreremo l'innocenza di Salvatore Parolisi".
La Cassazione ha confermato il provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip di Teramo nei confronti del caporalmaggiore Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio della moglie, Melania Rea, trovata morta lo scorso 18 aprile nei pressi di un bosco a Teramo. Il Tribunale del Riesame dell'Aquila aveva individuato “gravi indizi di colpevolezza” che emergevano chiaramente dagli atti processuali. Il ricorso dei legali di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, è stato respinto dalla Prima Sezione Penale della Suprema Corte dopo quasi sei ore di camera di consiglio.I gravi indizi di cui si parla nell'ordinanza del Riesame “non sono colpevolezza” per l'avvocato Gentile. I legali del caporalmaggiore sostengono anzi che nell'ordinanza ci sia “un difetto di motivazione”, in quanto elementi fondamentali erano stati trascurati nell'indagine (come ad esempio una traccia di sangue rinvenuta sul corpo di Melania, di cui ancora non si conosce l'origine).
Entro 30 giorni si conosceranno le motivazioni della Cassazione. In ogni caso i legali di Parolisi non sembrano sorpresi dalla decisione della Cassazione: “Ci poteva stare, ne prendiamo atto e la rispettiamo", affermano Biscotti e Gentile, aggiungendo che "questa è soltanto una tappa di un percorso complesso; siamo pronti ad affrontare il processo il più presto possibile e siamo certi che dimostreremo l'innocenza di Salvatore Parolisi".



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