Al centro della Via Lattea un buco nero sta risucchiando un’enorme nube gassosa: non manca molto affinché di questa non rimanga altro che una traccia nelle onde radio (tutto da provare!) o nel ricordo
di Alice Bianchi
Entro la metà del 2013 una nube dalla massa pari a tre volte quella della Terra verrà risucchiata da un buco nero situato al centro della via Lattea. Secondo Reinhard Genzel, che è a capo del programma che da vent’anni tiene d’occhio il buco nero denominato ‘Saggittarius A’, “i prossimi due anni saranno molto interessanti e ci forniranno informazioni estremamente preziose sul comportamento di questi oggetti massicci”. Per la prima volta avremo gli occhi (per l’esattezza il Very Large Telescope dell’ESO) puntati su un buco nero in azione. I risultati della ricerca verranno pubblicati il 5 gennaio 2012 su Nature, ma ecco un’anteprima del fenomeno che si verificherà: la nube nel 2013 passerà a soli 40 miliardi di km dall’orizzonte degli eventi del buco nero ‘supermassiccio’, e man mano che la nube si avvicinerà la pressione esterna aumenterà, così come il suo calore e la produzione di raggi X, sino a che la nube non verrà del tutto compressa. Parallelamente l’attrazione gravitazionale di Saggittarius A attirerà a sé la nube, con vigore sempre crescente, e questa poi andrà a distendersi lungo la sua stessa orbita.
Siamo in grado di prevedere tutto questo grazie al lavoro degli astronomi dell’MPE (Max-Planck Institute for Extraterrestrial Physiscs, Garching, Germania), capitanati da Genzel. Inoltre sappiamo che la nube è composta per lo più da elio e idrogeno ionizzati ed è relativamente fredda rispetto a tutte le stelle che la circondano e la irradiano con raggi UV, facendola brillare (ha infatti una temperatura di circa 280 gradi Celsius). La sua attuale velocità di moto supera gli 8 km/h, è in costante crescita e negli ultimi sette anni è raddoppiata. Viaggia su un’orbita molto allungata, con una densità ben più alta di quella del gas che circonda il buco nero e i suoi margini sono già stati parzialmente distrutti. Di Saggittarius A possiamo dire invece che ha una massa 4,3 milioni di volte superiore a quella del Sole e fu individuato localizzando le onde radio che emette la materia in sua prossimità.
Il tempo di osservazione che ci rimane, circa un anno e mezzo, sarà una continua scoperta, al di là delle teorizzazioni, per comprendere il meccanismo di uno dei più intriganti interrogativi sull’universo: cosa fa un buco nero e in che modo lo fa?
di Alice BianchiEntro la metà del 2013 una nube dalla massa pari a tre volte quella della Terra verrà risucchiata da un buco nero situato al centro della via Lattea. Secondo Reinhard Genzel, che è a capo del programma che da vent’anni tiene d’occhio il buco nero denominato ‘Saggittarius A’, “i prossimi due anni saranno molto interessanti e ci forniranno informazioni estremamente preziose sul comportamento di questi oggetti massicci”. Per la prima volta avremo gli occhi (per l’esattezza il Very Large Telescope dell’ESO) puntati su un buco nero in azione. I risultati della ricerca verranno pubblicati il 5 gennaio 2012 su Nature, ma ecco un’anteprima del fenomeno che si verificherà: la nube nel 2013 passerà a soli 40 miliardi di km dall’orizzonte degli eventi del buco nero ‘supermassiccio’, e man mano che la nube si avvicinerà la pressione esterna aumenterà, così come il suo calore e la produzione di raggi X, sino a che la nube non verrà del tutto compressa. Parallelamente l’attrazione gravitazionale di Saggittarius A attirerà a sé la nube, con vigore sempre crescente, e questa poi andrà a distendersi lungo la sua stessa orbita.
Siamo in grado di prevedere tutto questo grazie al lavoro degli astronomi dell’MPE (Max-Planck Institute for Extraterrestrial Physiscs, Garching, Germania), capitanati da Genzel. Inoltre sappiamo che la nube è composta per lo più da elio e idrogeno ionizzati ed è relativamente fredda rispetto a tutte le stelle che la circondano e la irradiano con raggi UV, facendola brillare (ha infatti una temperatura di circa 280 gradi Celsius). La sua attuale velocità di moto supera gli 8 km/h, è in costante crescita e negli ultimi sette anni è raddoppiata. Viaggia su un’orbita molto allungata, con una densità ben più alta di quella del gas che circonda il buco nero e i suoi margini sono già stati parzialmente distrutti. Di Saggittarius A possiamo dire invece che ha una massa 4,3 milioni di volte superiore a quella del Sole e fu individuato localizzando le onde radio che emette la materia in sua prossimità.
Il tempo di osservazione che ci rimane, circa un anno e mezzo, sarà una continua scoperta, al di là delle teorizzazioni, per comprendere il meccanismo di uno dei più intriganti interrogativi sull’universo: cosa fa un buco nero e in che modo lo fa?



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