“Il mondo non vi ha dimenticato, non siete soli”: è il messaggio che il Coordinamento dei vescovi per la Terra Santa ha voluto inviate ai cristiani della Striscia di Gaza, una piccola comunità di circa 2500 persone , di cui circa 300 cattolici, su un milione e mezzo di abitanti
Agenzi
a Misna - Dopo le visite nelle comunità parrocchiali di Gaza, Nablus e Gerusalemme, il viaggio dei vescovi europei e americani, proseguirà fino al 12 gennaio con incontri a Haifa, Ramallah e Gerusalemme. Durante i quattro giorni dell’incontro, sono previsti interventi di Sua Beatitudine il Patriarca Fouad Twal e del Nunzio Apostolico Antonio Franco, presentazioni di docenti accademici e le prospettive israeliana e palestinese sull’impatto della “primavera araba” e sui cambiamenti socio-politici nella regione.
“In una regione così piccola, quanto accade a Damasco non può non produrre un effetto su quanto avviene a Betlemme, e quanto accade in Egitto si fa sentire anche a Gaza – ha sottolineato l’Arcivescovo Patrick Kelly – Tutto ciò che avviene in uno di questi paesi, inevitabilmente si ripercuote su tutti gli altri”.
Oltre alla preghiera, alle liturgie e alle visite formali agli altri riti cattolici e alle altre denominazioni cristiane, martedì 10 gennaio è in programma una visita a Haifa, nel corso della quale è previsto un dialogo interreligioso con esponenti ebrei, musulmani, drusi e bahai e colloqui con ministri ed esponenti politici israeliani e palestinesi.
Su mandato della Santa Sede, il Coordinamento delle Conferenze Episcopali per sostenere la Chiesa in Terra Santa si incontra ogni anno a gennaio nella Terra Santa per rinnovare la solidarietà con le comunità cristiane e favorire una soluzione al conflitto.
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a Misna - Dopo le visite nelle comunità parrocchiali di Gaza, Nablus e Gerusalemme, il viaggio dei vescovi europei e americani, proseguirà fino al 12 gennaio con incontri a Haifa, Ramallah e Gerusalemme. Durante i quattro giorni dell’incontro, sono previsti interventi di Sua Beatitudine il Patriarca Fouad Twal e del Nunzio Apostolico Antonio Franco, presentazioni di docenti accademici e le prospettive israeliana e palestinese sull’impatto della “primavera araba” e sui cambiamenti socio-politici nella regione.“In una regione così piccola, quanto accade a Damasco non può non produrre un effetto su quanto avviene a Betlemme, e quanto accade in Egitto si fa sentire anche a Gaza – ha sottolineato l’Arcivescovo Patrick Kelly – Tutto ciò che avviene in uno di questi paesi, inevitabilmente si ripercuote su tutti gli altri”.
Oltre alla preghiera, alle liturgie e alle visite formali agli altri riti cattolici e alle altre denominazioni cristiane, martedì 10 gennaio è in programma una visita a Haifa, nel corso della quale è previsto un dialogo interreligioso con esponenti ebrei, musulmani, drusi e bahai e colloqui con ministri ed esponenti politici israeliani e palestinesi.
Su mandato della Santa Sede, il Coordinamento delle Conferenze Episcopali per sostenere la Chiesa in Terra Santa si incontra ogni anno a gennaio nella Terra Santa per rinnovare la solidarietà con le comunità cristiane e favorire una soluzione al conflitto.



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